THE HOBBIT: THE DESOLATION OF SMAUG RECENSIONE
the hobbit!
kiahb26
[ Attenzione contiene alcuni spoiler!]


“Oh ,missed the eye of the Mountain below.
Keep careful watch of my brothers’ souls.
And shoult the sky be filled with fire and smoke.

Keep watching over Durin’s sons.”
.”
Non potrei cominciare questa recensione in maniera diversa.
Penso che Ed Sheeran ci abbia proprio preso, con ‘I see Fire’ è bellissima, orecchiabile e ti catapulta già da prima di vedere il film (per chi come me l’ascolta dall’uscita) nello stato d’animo adatto alla visione.
Cosa dire di questa Desolazione di Smaug senza fare troppi spoiler? (O almeno provarci!)
In primis che il ritmo di questo secondo film è decisamente più incalzante e scorrevole del primo, le atmosfere cominciano a farsi dark e i personaggi cominciano a sentire il peso di quello che si portano dietro dal primo film.
L’anello comincia a fare il suo subdolo lavoro su Bilbo e la malattia che grava sulla casata dei Durin comincia a bisbigliare con cattiveria alle orecchie di Thorin rendendolo cieco a molte cose importanti che, nel primo film, non avrebbe mai accantonato e messo da parte. Cominciamo letteralmente a cagarci sotto, intuendo dove il tutto sta andando a convergere.
L’inizio del film è una piacevole aggiunta dalle appendici di Anelli, un attacco a mio parere geniale e totalmente inaspettato, dopodiché riprendiamo da dove avevamo lasciato: i nani, nascosti fra le rocce in cui le aquile li avevano lasciati.
Da li è una corsa senza un attimo di respiro a tutto il resto: passiamo dalla Corraccia di Beorn a Bosco Atro con una velocità incredibile, cosa che non ci permette di conoscere bene lo skinwalker, che si presenta comunque in modo molto differente dal libro. Mi sento tuttavia di spezzare tuttavia una lancia in favore di Peter, al riguardo, visto che una scena leggera come quella del libro avrebbe sicuramente fatto a cazzotti con le tinte dark di questo nuovo capitolo, ma avremo sicuramente modo di conoscere meglio Beorn con l’edizione estesa e con, ovviamente, il terzo capitolo della saga, ma quella è un'altra storia.
Bosco Atro è spettacolare, credo che tutta la sequenza fra gli alberi e la battaglia che ne consegue, sia stata la mia parte preferita, mi ha fatto rimanere con il fiato sospeso, tutto era angosciante e terrificante e si, mi ha fatta impazzire.
Thranduil, proprio come ci aveva predetto Lee Pace (l’attore che lo interpreta) si presenta come ogni Re al comando da molto tempo: Calcolatore, freddo e desideroso di fare solo il necessario per se stesso e la sua gente, senza preoccuparsi sul fatto che sia giusto o sbagliato. Potremmo dire che è opposto a suo figlio Legolas, l’elfo posato, con lo humor nero, ma di gran cuore che tutti noi abbiamo imparato ad amare in Anelli ma che qui si presenta comunque come un elfo ancora pieno di quella sicurezza tipica della gioventù, sfrontato e si anche un po’ snob.  La sua parte è tuttavia perfettamente legata al resto e ho adorato, rivederlo in scena. Si ringrazia Peter Jackson anche per l’esteregg che ha lasciato a noi fan di Anelli, per quanto riguarda la parte con la collana di Gloin, ho sghignazzato da morire!!
Ma credo che la cosa che mi ha fatto più piacere di tutto il resto sia stata Tauriel. Avevo una paura matta, riguardo a questo personaggio, visto le voci che circolavano ormai da mesi. Ero terrorizzata che potesse diventare l’elemento Mary Sue nella scena e invece non lo fa, nemmeno per un istante. Ho amato ogni sua scena, da quelle di combattimento a quelle con Legolas e Kili, in particolare a quelle con quest’ultimo. Evangeline è stata davvero eccezionale. Ho trovato i suoi sentimenti verso Kili molto materni, ma forse mi sbaglio ed è stato tutto romance, fra i due, ma btw mi è piaciuta comunque moltissimo la loro interazione è molto ben gestita!
Parlando di Kili, anche lui qui ha avuto più spazio, grazie anche a degli eventi importanti intorno alla sua figura, conosciamo qualcosa in più su di lui e vediamo cosa c’è oltre il giovane guerriero spericolato. Come detto sopra, anche lui mi ha sciolta, (e complimentoni anche ad Aidan che mi piace sempre più in ogni film che guardo) le sue scene sono coraggiose e belle e quelle con suo fratello Fili, figura (in questo film) silenziosa ma sempre presente, costantemente al suo fianco e attento, e che rinuncia persino a qualcosa d’importante, per suo fratello, mi ha fatto aware a morte e senza alcuna pietà. Una loro scena in particolare mi ha davvero devastata e credo sia una delle rappresentazioni dell’amore fraterno più bella del cinema, chi ha un fratello o una sorella potrà ben capire <3.
In tutto questo non va ovviamente dimenticata la mitica scena dei barili! Mi ha davvero fatta impazzire e Bombur è il mio Dio!
Per quanto riguarda il personaggio di Bard (praticamente il mio preferito nel libro) mi sento in dovere di dare un abbraccio mentale a Luke Evans. Ottima interpretazione, trovo che Bard sia una nota positiva in più a questo film. È il primo umano che conosciamo, è imprevedibile, con la lingua lunga e pronta e ha delle idee veramente brillanti, amo il modo in cui si muove e parla ed incarna perfettamente il Bard che immaginavo nella mia testa. La sua famiglia poi è adorabile! (Le figlie di Jim Nesbitt sono davvero l’amore <3)
Poco ma incisivo spazio per Stephen Fly, davvero ripugnante nella parte del Governatore di Ponte Lagolungo che insieme al suo lacchè fanno la OTP più orripilante di sempre, ma anche qui, sono sicura avranno più spazio con l’edizione estesa!

“ If this is too ending far,
then we should burn together.
[…]And if we should die tonight
Then we should all die together
[…]Desolation comes upon the sky.”

Si, come si può ben capire sto conservando il meglio per ultimo.
Per tutta una serie di altrettanto ovvie ragioni, ma non è ancora arrivato il momento di parlare del Possente Smaug, giusto un attimo di pazienza.
Voglio soffermarmi un momento ancora su Gandalf e Radagast.
Ma quanto sono belli?
Amo come interagiscono e come si comportano fra loro, Radagast è così caro  <3
Si, l’unione Sylvester (Il Settimo Dottore, fra le altre cose!) e Ian McKellen è straordinaria e trovo che la loro parte di storyline sia cruciale e molto ben fatta (anche qui spezzo una lancia a Peter che ci mostra cosa Gandalf sta facendo, prendendo spunto dalle appendici di Anelli).
Grazie alla storyline degli stregoni alla ricerca del Negromante a Dol Guldur, ci viene mostrato anche Bolg, figlio di Azog il Profanatore, ancora più brutto del padre e che, proprio come lui, da filo da torcere un po’ a tutti.
Si, amo questa diramazione del film <3

“Now I see fire
Inside the mountrains
I see fire
Burning the trees
And I see fire
All of we souls
And I see fire
Blood in the breeze
And I hope that you remember me

And if the night is burning
I will cover my eyes
For if the dark returns then
My brothers will die
And as the sky’s falling down
It crashed into this lonely town
And with that shadow on the ground
I hear my people screaming out

Now I see fire”

E ora passiamo al meglio.
Alla partita di Nani (si esatto, non ci sono tutti e 13) che va ad Erebor, a cercare la porta nascosta.
Vediamo Thorin farsi sempre più cupo e irritato, la pazzia della sua famiglia comincia a tormentarlo e lo vediamo diventare sempre più bramoso e disinteressato ai problemi della sua compagnia. Pian piano perde la via e assistiamo impotenti a tutto questo, come gli altri membri della compagnia, mentre Bilbo, che diventa sempre più badass, proprio come nel libro, e che entra nella montagna imbattendosi in Smaug.
Non ho avuto il piacere di sentire la voce di Benedict visto il doppiaggio comunque buono di Ward, ma ne ho potuto ammirare le movenze del motion capture, le espressioni del viso e WOW.
Semplicemente.
Ha tutto quello che un vero signor drago dovrebbe avere, astuzia, movenze aggraziate ma incredibilmente pericolose e scattanti e mi ha lasciata a bocca aperta. Davvero fantastico.
Sono stata davvero felice di ogni singolo istante in cui è stato presente, credo che senza di lui il film avrebbe perso tantissimo <3.
La sua scena con Bilbo è spettacolare e spero veramente che qualcuno dia un Oscar a Martin Freeman. Cosa non è quell’uomo?
La sua interpretazione è semplicemente fenomenale.
E’ bravissimo, ha un talento incredibile e spero davvero lo premieranno.
Bilbo in questo film comincia a cambiare, un cambiamento graduale, perché sta crescendo, si sta evolvendo, ha affrontato delle cose e comincia a capire come gira il mondo, quello che accade un po’ a tutti noi mano a mano che andiamo avanti (nonostante non ci capitino di queste avventure!) mi ha davvero toccata ed emozionata.
È un grande attore e gli auguro ogni bene e fortuna.
Una pedina dopo l’altra, ogni diramazione entra nel suo vivo fino a lasciarci in un enorme cliffhanger.
La fine di quest’avventura ci aspetta il prossimo anno, ma sarà ancora più dura!

Jus In Bello 4 (10-12 Maggio 2013)
Dick/Matt
kiahb26
JUS IN BELLO 4
Giorno 1 (10/05/2013)
E' tardi e sono stanchissima, ma voglio comunque fare questo aggiornamento perché non voglio assolutamente dimenticare gli eventi di oggi e quindi è doveroso appuntarli. Siamo andati all'hilton abbastanza presto e quindi il tempo è passato fra l'aeroporto e l'ingresso. Alle 14 e 45 però è arrivata Letizia insieme con Valentina, Assunta e le altre e così ho deciso di accodarmi a loro. Visto che io e Vale avevamo gli Hunter ed entrambe l'intenzione di fare subito la foto con Misha, ci siamo divise dalle altre e siamo andate in sala.
Nonostante tutto ero calma, ho aiutato lei a sistemarsi, ho scherzato con il tizio all'ingresso e tutto sembrava andare bene, poi ho varcato la soglia e l'ho visto. La TV non gli rende giustizia, la prima cosa che ho pensato era 'cazzo quant'è alto, magro e bello!'. Stava li tutto sorrisi e il mio cuore ha avuto degli infarti triplici, poi poco prima che toccasse a me le luci si sono spente e io e Valentina abbiam riso per tutta la scena in se. Poi è toccata a me, ho mollato la borsa e sono andata verso Misha con un sorrisone e un 'Hi!' che ha ricambiato con un sorriso altrettanto grande, mi ha chiesto come stavo e ho risposto 'sto bene e tu?' e lui era li a sondarmi con quegli occhi blu e dirmi che stava bene, così che l'ho abbracciato e lui mi ha stretta ed era bollente, un calore che davvero non è umano. La sua mano caldissima mi si è posata aperta al centro della schiena, in linea d'aria al cuore ed è avvenuta la magia, ho sentito il suo calore arrivarmi fino al cuore e un energia positivissima attraversarmi. Mi sono sentita piena come mai mi era successo e l'ho ringraziato. Mi ha sorriso di nuovo e mi ha detto Ciao in italiano. Sono uscita fuori e ho aspettato la Vale. Quando è uscita ci siamo guardate con un espressione completamente cotta, ci siamo abbracciate e ridevamo come due pazze, è stato meraviglioso!

Misha & me
Dopo di che siamo andate a vedere se c'erano altre foto disponibili e io ho preso quelle con Rob e Sebastian. Attardatami un secondo con Loredana e altre ragazze innamorate della mia borsa dello Hobbit sono corsa per fare la foto con Rob, ma da bravo Dio se l'era già filata, perciò sono andata a fare la fila per la foto con Richard. E lui... è l'uomo più dolce del mondo. Come Misha dal vivo molto più bello e alto, quando sono arrivata al suo fianco e averlo salutato mi ha stretta forte e chiesto come stavo, ho così sollevato il viso per guardarlo e mi ha praticamente incatenato con quegli occhi spettacolari che si ritrova. Mi guardava e leggevo dolcezza... è incredibile quest'uomo, sul serio. Se avessi potuto non mi sarei più staccata. Dopo la foto mi ha ringraziata e io ho ringraziato lui. In breve scodinzolavamo entrambi XD
Richard e Me
Ho rifatto la fila per l'ennesima volta (intanto Richard e Misha passavano di qua e di la scatenando l'apocalisse e Ty al panel, veniva fuori e apriva la porta per farsi vedere e sentire tutti strillare XD) e ho cominciato a scherzare con il buttafuori che mi vedeva li da tutto un pomeriggio e alla fine sono rimasta un buon quarto d'ora ad aspettare Matt. Il signorino era in ritardo da bravo vip XD
In fila ho conosciuto altre due ragazze, di cui una cotta proprio per Matt. Quando siamo entrate e l'abbiam visto siamo morte. Ha degli occhi verdi che sembrano dei fari di auto, delle braccia muscolose da sbavo e una voce bassa e roca da orgasmo. Quando mi sono avvicinata ha spalancato le braccia e sono corsa a tuffarmici, anche con lui i soliti saluti di rito, ma al mio 'tu come stai?' ha risposto con un 'Meravigliosamente' così Sexy che potrei esserne rimasta incinta.

Matt & Me
A quel punto sono andata per gli autografi, ma la fila era infinita, così ho rinunciato e sono corsa a fare la foto con Sebastian. Lui è... un meraviglioso pazzoide! La ragazza prima di me ha fatto la foto ma era venuta male così il fotografo (che amo con tutta me stessa perché è davvero bravissimo, le mie foto sono tutte meravigliose!) l'ha richiamata e Seb in italiano dice alla ragazza 'Su, su vieni dal Diavolo' facendoci ridere tutte e saltandole poi addosso. Al mio turno abbiamo parlato in italiano, mi ha chiesto anche qualche cosa a cui ho risposto ma al momento non so proprio cosa, ho un vuoto totale XD in ogni caso gli ho chiesto se potevamo fare la posa del tango, l'abbiamo fatta ed è venuta semplicemente epica XD.
Seb & Me
A quel punto, in Con il tempo vola davvero, erano già le 19 e 35 e così dopo aver ritirato le foto che mi mancavano, sono finita per ritrovarmi con Seby e andare verso il nostro BeB in cui abbiamo intrapreso una lunga e bellissima chiacchierata con l'albergatore, appassionato di fumetti, che adoro. Dopo una doccia all'alba delle 22 e 15 siamo andati in un ristorante qui vicino per prendere una pizza e... ovviamente la signora domanda 'ma siete in viaggio di nozze?' il mio 'NO' si è sentito fino in Islanda XD.
Ora che ho annotato tutto, dal mio lato del letto, spengo, vado a fumarmi una sigaretta e poi filo a letto che domani sveglia prestissimo. Vi saluto tutti e vi auguro una buona notte, la mia lo sarà di sicuro
Ps mi scuso per eventuali errori, ma sono distrutta NCLPF XD!

Night


Giorno 2 (11/05/2013)
E anche questa giornata è andata!
L'aggiornamento di oggi è davvero intenso e credo che farò qualche errore nel mettere in ordine le cose ma con certe emozioni sono giustificata xD
L'arrivo in convention non è stato dei migliori. Abbiamo scoperto infatti che Jared è dovuto andarsene in nottata per via di un incidente che un parente di Gen ha avuto, o almeno così ci è stato riferito. Ovviamente è scoppiata l'apocalisse con gente che addirittura piangeva. Io che avevo la foto con Moose sono andata alla segreteria e l'ho scambiata con due foto op, uno di Ty e uno di Brock poi in ogni caso mi sono messa in fila per gli autografi e mentre aspettavo di entrare Ty è uscito dal panel cominciando a dire 'venite al mio panel, voglio 100 persone, venite al panel dell'uomo più sexy!' (Seby ha ripreso tutta la scena xD) e così molti, anche gli hunter che non potevano sono entrati a vedere il suo panel. Noi abbiamo continuato la nostra fila e siamo finalmente entrati. Sono andata subito da Richard che mi ha chiesto il nome e a cui ho stretto la mano... lo amo e basta! Poi sono andata da Sebastian, pazzo di prima mattina con cui abbiamo avuto un veloce scambio di battutine sul fatto che eravamo rincoglioniti di sonno tutti quanti xD. A quel punto sono passata a Brock (young Dean) che era piccolo e puccio e che mi ha chiesto da dove venivo. Ha anche preso un sacco di spazio per farmi l'autografo ma btw è stato davvero puccioso. Finito con gli autografi sono andata a fare la foto con Jensen, ho fatto un sacco di fila e quando ormai mancavamo pochi hunter ci hanno chiuso la porta in faccia dicendo che no, il tempo era finito e dovevamo ritornare il pomeriggio. Una serie di 'fanculo' sono volati contro il poveretto della security che non centrava nulla. Ho finito per rifare la fila per la foto con Ty che è un maschione canadese doc e che mi ha stritolata in un abbraccione dopo i soliti saluti di rito.

Ty & Me
Erano già le 12 circa e quindi sono tornata a fare fila per l'autografo con Misha e mentre aspettavamo ho fatto amicizia con un ragazzo di nome Michele che mi ha fatto praticamente da angelo sulla spalla, ad un certo punto mentre lui mi teneva il posto e io andavo a ritirare la foto con Ty e controllare i cambi di programma sono quasi finita addosso a Matt che passava, ho alzato lo sguardo e si è messo a ridere per il quasi incidente a cui ho risposto con un imbarazzatissimo 'sorry' per cui ha riso rispondendo con un 'no problem!' orgasmico. Sono poi tornata in fila per l'autografo con Mishette e sono entrata in sala all'1 e 15. La sua fila era lunga e così sono passata direttamente da Jay. È davvero di una bellezza allucinante e mi ha guardata dritta negli occhi con una dolcezza incredibile. E poi lentiggini e occhioni verdi dal vivo sono ancora più belli, proprio come lui. Sono andata quindi verso il tavolo di Misha per firmare l'autografo ma il tizio della sicurezza mi ha detto che no, non facevano più passare nessuno anche se avevo aspettato 3 ore per entrare .-.
Mandandolo mentalmente a cagare sono andata a mangiare.  La mia pausa, durata 20 minuti è finita con una corsa per tornare a fare la fila per il photo op con Jay. Ho raggiunto Michele che mi teneva il posto e dalle 14 e 30 alle 16 e 30 abbiam chiacchierato aspettando il nostro turno. In quel lasso di tempo comunque Misha si è appiccicato al vetro e ha cominciato a farci le boccacce XD. Alla fine arrivo nella sala per la foto von Jensen. cliff, la sua guardia del corpo era li e quando ci siamo guardati l'ho salutato con la manina venendo ricambiata xD. Sono poi arrivata da Jensy che era in piedi e che mi ha sorriso dicendomi 'Hello Dear!' che mi ha sciolta! Mi ha passato la mano sulla schiena e avendo la maglietta con la schiena scoperta ho ricevuto questa carezza tiepida di pelle contro pelle.

Jensen & Me
Poi ci siamo ringraziati a vicenda e sono andata a fare l'autografo con Matt che era andato al bagno e che è tornato in sala correndo come un pazzoide XD. Ha chiesto a una ragazza come si chiamava e lei ha risposto 'yes' e lui è scoppiato a ridere dicendo che era tipo la 15esima persona che diceva di chiamarsi 'yes' e che l'avrebbe raccontato ai suoi amici xD quando ho fatto il mio autografo l'ho ringraziato con un 'tnk you very much' e mi ha detto 'che ringraziamento lungo!' facendomi crepare dal ridere xD. Avrei dovuto aspettare per fare altre due foto ma ho passato a domani perché già dalla foto con Jay si notava moltissimo la mia stanchezza. Abbiamo salutato un po' di gente che abbiamo conosciuto e fatto una foto ai cosplayer di Lucifer e Dean e siamo poi tornati a casa praticamente da raccogliere con il cucchiaino xD
In ogni caso amo tutti, attori e gli altri ragazzi, si sente davvero l'abbraccio della SPN Family in cui sono presenti persone simpaticissime e di tutte le età! Si, se non si fosse capito amo questa Jus In Bello 4 <3

Giorno 3 (12/05/2013)
Fare l'aggiornamento di ieri è davvero dura. È spiazzante pensare che hai aspettato l'evento per 11 lunghissimi mesi e che poi i tre giorni della convention sono praticamente volati. È davvero massacrante pensare che non rivedrai gli Ospiti e gli amici, davvero tantissimi, che ti sei fatto durante le file infinite per altri 11 mesi e devi davvero stringere i denti per non deprimerti. Perché si, non vuoi tornare al JIB solo per gli attori, ma anche e soprattutto per la famiglia strepitosa che ci ritrovi dentro e che fra sorrisi, abbracci e urla esaltate ti sostiene durante i momenti più intensi. Sono partita mercoledì stanca, nervosa e incazzata e poi venerdì Misha mi ha toccata e riempita del suo calore (e mi porto ancora dietro questa pace incredibile che spero rimanga con me per molto) e che gli altri ospiti hanno alimentato con abbracci e sorrisi e... davvero aspettare un altro anno sarà devastante! Ma sono felice. DAVVERO felice e tutti, dagli attori alla security, allo staff e ovviamente a noi mi hanno positivamente colpita <3 Ma passiamo alla giornata di ieri. Al mio arrivo la prima cosa che ho fatto è stata mettermi in fila per l'autografo con Ty, mentre aspettavo una telecamera volante ci passava sopra la testa xD! Btw, quando sono arrivata da lui ha visto la mia maglietta con lo stregatto e mi ha detto che gli piaceva molto e io ero li a sciogliermi con indecenza xD mentre uscivo dalla fila noto che Matt, solo al suo tavolo e annoiato personalizzava un palloncino di ape facendogli i denti neri e le venuzze agli occhi xD Fra Matt e il fatto che sono rincoglionita mentre uscivo ho detto al tizio della security 'torno in Misha per la fila!' finendo poi per avvampare prima e ammazzarmi dalle risate poi xD In ogni caso torno in fila e quando arrivo quasi alla porta Ty è uscito chiedendoci di trollare Misha e chiedergli di scrivere 'I love you Ty' xD in ogni caso arrivata da Misha dovevo chiudere in bellezza, così troppo presa a fissargli quegli occhioni ho fatto una figuraccia rispondendo al suo come stai con una cosa insensata xD In ogni caso sono poi fuggita a fare la fila per Rob che cominciavo a credere non esistesse perché non lo trovavo mai. Che dire di Rob? È una bambolina. È piccolo piccolo, con due occhioni azzurri che ti stendono e timido timido. Mentre ero in fila una ragazza gli ha regalato una collana e lui è andato così tanto nel pallone che gli tremavano le mani. A soccorrerlo è arrivato Richard che l'ha prima preso in giro facendoci morire dal ridere e che poi gli ha messo la collana fingendo di strozzarlo xD A Rob è piaciuta molto comunque e ha ringraziato la ragazza mentre Richard chiocciava vari 'che bello, perfetto, grazie' in italiano xD Mentre io ero da Rob, Richard che andava via ha detto 'enjoy Rob!' xD Rob comunque mi ha fatto un sorrisone, chiesto le cose di rito e poi ha pronunciato il mio nome, uccidendomi <3
C'era fra l'altro una giapponese che aveva un poster di Jay che Richard aveva personalizzato scrivendo, proprio sul cavallo dei pantaloni di J 'TO GABRIEL'... tutte quelle che l'abbiamo visto ci siamo ribaltate xD
Io e Seby siamo poi andati a pranzare e al ritorno insieme con Michele abbiamo ripreso tutti gli attori mentre passavano per il corridoio, poi sono corsa a fare la foto con Brock che è l'amore. Era un po' annoiato perché nessuno gli chiedeva delle pose. Quando sono arrivata io e alla sua domanda sul come volevo fare la foto ho risposto 'back to back' gli occhi gli si sono illuminati e siamo semplicemente venuti fantastici xD.

Brock & Me
A quel punto sono andata in sala a vedere i panel mentre aspettavo per Rob. C'era il panel di Misha che ha trollato senza pietà 4 ragazze, poi è arrivato Seb che cantava, parlava ventordici mila lingue e rileggeva l'Amleto in chiave erotica. Misha fra l'altro ha fatto una foto al pacco di Seb e sul tabellone usciva una scritta epica xD sono poi fuggita a fare la foto con Rob. Quando sono arrivata li, dopo i saluti gli ho detto 'hug me, please?' e lui mi ha detto 'certamente!' stritolandomi in un abbraccione. Nella foto, proprio come in quella con Jay si nota che sono felice ma distrutta xD
Rob & Me
Finito con Roby sono tornata in sala panel dove ho avuto il piacere di seguire e registrare il panel di Misha e Jay che hanno fatto morir da ridere. Hanno ballato a braccetto, si sono fatti i dispetti e stavolta è uscito fuori il vecchio curriculum di Jay ed è praticamente successo di tutto fra cui una scenetta fantastica con due peluche xD Poi c'è stata la cerimonia di chiusura in cui gli attori hanno urlato 'ci vediamo l'anno prossimo' e davvero, spero proprio che ci vedremo perché è stato incredibile e indimenticabile!
Ps qui sotto gli autografi (a parte quello di Ty già in foto)!




Misha Autografo
Jens Autografo
Autografi uno

The Gold Cage
the hobbit!
kiahb26

Autore: Kiahb26

Fandom: Lo Hobbit

Pairing: Durincest verso la fine.

Trama: Fanfiction AU nata dal mio auto-Prompt: “Durante l’attacco di Smaug, Fili viene perso nella folla e rimane imprigionato nella montagna. Smaug lo trova e fa di lui il suo cucciolo.” (o sarebbe meglio dire schiavo? Non lo so nemmeno io XD)

Rating: Arancione.

Avvertenze: Mi sembra giusto farle inizialmente così da evitare incomprensioni o fraintendimenti fra i lettori. So che durante la conquista di Smaug, nel libro, né Fili né Kili erano ancora nati, ma essendo un AU mi sono presa la licenza, per questioni di trama, di fare in modo che fosse così. Nel libro, in teoria, anche la porta principale della montagna non si libra nel vuoto, ma anche qui, per questioni di trama ho dovuto cambiare il particolare o Fili avrebbe comunque potuto provare a scappare e i Durin a rientrare immediatamente dopo averlo perso. Altra cosa importante: l’età. Sono letteralmente impazzita cercando di dare un senso in anni umani a quelli dei nani (Tolkien perché non ci hai lasciato un libretto per l’uso degli anni delle razze?! *abbraccia*) facendo dei conti folli, che potrebbero essere sbagliati, sono arrivata alla conclusione che la maggiore età dei nani sia 75 anni e che Fili sia rimasto chiuso nella montagna quando aveva 25 anni nanici che per un umano sono circa 6/7 anni umani. So che è sicuramente un conto sbagliato, ma non riuscivo proprio a raccapezzarmi su questa conta degli anni, perciò chiedo perdono da subito e nel caso ci fosse qualcuno di voi che ci ha capito qualcosa in più, sarei felicissima di apprendere la verità dei fatti e modificare la cosa. La canzone che troverete all’interno della fanfic è invece ‘Il Drago’ dei Myrddin (che trovate QUI ), gruppo folk italiano che fa musica a tema Tolkeniano. Se non li conoscete, ascoltateli perché meritano davvero.

Credo di aver detto tutto adesso, se avessi dimenticato qualcosa potete chiedere informazioni nei commenti.

Ringraziamento speciale va comunque a Nuki Pon che mi ha fatto forza mentre scrivevo l’AU più non-sense, lunga e mal prompata della mia storia di scribacchina (Amatela, sciocchi! Cit Gandalf XD).

La dedica speciale va invece a Seby che mi asseconda in tutte le stronzate che mi vengono alla mente (Lo Hobbit Paolina, sta devastando X°°D!) a Teresa, mia compagna di scleri da tempi immemori e ad Aurora, ragazza meravigliosa che ho conosciuto da poco ma a cui voglio già un mondo di bene perché è fantastica, simpatica e divertente. E ovviamente a Nene, nonostante non ami il fandom e a Serenity che mi sta sfornando gioielli a tema Lo Hobbit e che amo profondamente per questo.

Un ultima precisazione: non è betata, quindi se ci sono orrori, sappiate che sono tutti colpa mia e della stanchezza (l’ho scritta in dieci ore continuative!).

Buona lettura! ᵹ

The Golden Cage

-Il drago!-

L’urlo di Thorin era risuonato per le sale di Erebor disseminando il panico.

Le grida delle donne e dei bambini avevano sovrastato il cigolio delle armi che i nani avevano imbracciato, cercando di difendere la montagna dall’attacco di Smaug il Terribile che, attirato dall’oro, stava distruggendo mura e vite.

Dis figlia di Thrain, figlio di Thror, principessa Sotto la Montagna strinse al petto il suo secondogenito, che non era ancora in grado di camminare bene da solo e che piangeva disperato.

L’altra mano corse a stringere quella di Fili, il primogenito, che con gli occhi grandi come piattini da caffè le trotterellava dietro, tenendosi stretto a lei mentre un'altra scossa, causata dalla coda del drago, faceva tremare l’intera montagna.

Dis corse verso l’uscita secondaria in cui nani, nane e nanetti si erano ammucchiati, creando un ingorgo compatto e impenetrabile.

Fra uno spintone e l’altro, la nana cercò di arrivare alla bocca di luce. Pochi metri ancora e sarebbero stati salvi, pochi metri ancora e…

Uno dei nani al suo fianco inciampò e le finì addosso, sbalzandola verso l’altro fianco della galleria.

Catapultata in avanti, Dis sentì distintamente la manina sudata di Fili scivolare via dalla sua.

Urlò, sbattendo con un braccio contro la nuda pietra e proteggendo Kili stretto a lei per puro miracolo e cercando di tornare indietro, urlando il nome del suo primogenito, ma l’ingorgo creatosi alle sue spalle non glielo permise.

La folla la spinse fuori dalla montagna, appena un attimo prima che l’uscita secondaria crollasse, seppellendo al suo interno, nani, oro, e il suo bambino.

Si disperò e pianse, cercando di spostare le pietre e tornare a prendere il suo piccolo, ma le braccia forti di suo fratello l’afferrarono, tirandola via.

-Non possiamo più fare niente, vieni via, è finita.- gemette il nano, con la voce rotta, tirandola a se.

Il braccio che Dis non usava per proteggere Kili si abbatté sul petto del fratello, riempiendolo di una pioggia di pugni che in fine si spensero in una serie di singhiozzi disperati.

Perché non c’erano ori o archengemme che valessero quanto la vita dei suoi figli e niente le avrebbe mai dato pace, per quella perdita.

+++

Fili era stato sbalzato contro una delle nicchie per le torce, aveva sbattuto la testa e aveva perso conoscenza e solo quello l’aveva salvato dall’essere calpestato dalla folla di nani presi dal panico ed essere arso vivo dalle fiamme che Smaug aveva esalato per tutta la giornata.

Quando aprì gli occhi era buio pesto, l’aria era carica di fumo e cenere e il silenzio era tombale.

Solo di tanto in tanto, qualcosa di simile ad un rantolo scuoteva la montagna, facendola tremare.

Il piccolo nano si guardò intorno, non riuscendo a vedere ad un palmo dal suo naso. Chiamò sua madre e pianse quando nessuno rispose.

Singhiozzò per ore, piangendo tutte le sue lacrime rannicchiato nella nicchia e quando fu esausto, si ritrovò a fissare la lieve brillantezza delle gemme che ornavano la volta del cunicolo, visibili ora che il suo sguardo si era abituato al buio.

Tirando su col naso, Fili si alzò in piedi, camminando verso l’interno della montagna.

Con il cuore in gola e gli occhi nuovamente liquidi fisso terrorizzato le carcasse incenerite che giacevano sul pavimento.

La puzza di carne bruciata gli arse la gola e vomitò tutto quello che aveva mangiato a colazione.

Con lo stomaco sottosopra e il cuore pesante si fece coraggio e scivolò fra le sale vuote e roventi, sentendo i propri passi riecheggiare.

Si chiese se la mamma, Kili e lo zio Thorin stessero bene e… se fossero tornati per lui.

Mordicchiandosi le labbra continuò a camminare nella cenere, giungendo dopo diversi minuti alla sala dell’oro.

I suoi passi si spensero quando i suoi occhi azzurri incontrarono la figura maestosa del drago.

Il fiato gli si fermò in gola e perse tutto il colore che aveva in viso mentre con occhi sbarrati osservava il drago sibilare.

Gli occhi gialli di Smaug si piantarono su di lui e le sue narici emisero uno sbuffo di fumo e Fili fu sicuro che sarebbe morto.

Un singhiozzo gli scappò dalle labbra e fu l’unica cosa che riuscì a fare mentre il drago non lo perdeva di vista, studiandolo.

La grande testa squamata si inclinò d’un lato e quando parlò la sua voce era profonda e antica.

-Vieni sotto la luce.- ordinò.

C’era da dire che Smaug odiava i nani.

Li odiava tanto quanto odiava gli elfi, gli uomini e tutte le creature della Terra di Mezzo.

Odiava persino qualcuno dei suoi simili.

Era l’oro, l’unica sua soddisfazione e ambizione.

E c’era qualcosa, sulla testa del marmocchio, che brillava.

Fili avrebbe voluto scappare a nascondersi, ma i suoi piedi si mossero prima che potesse impedirglielo.

Scivolò sotto la breccia nel soffitto, venendo bagnato dalla luce della luna.

Le perle intessute nei suoi capelli d’oro brillarono e gli occhi serpentini di Smaug si socchiusero in apprezzamento.

Quello scricciolo aveva i capelli d’oro fuso e perle.

Qualcosa di raro, qualcosa di cui vantarsi con gli altri draghi quando li avrebbe incontrati.

Un motivo in più per essere invidiato dai suoi simili.

Al nuovo singhiozzo di Fili sbuffò scocciato.

-Smetti di frignare, Uccellino, o mi costringerai a carbonizzarti.- brontolò.

Il piccolo nano si tappò la bocca con una mano cercando di soffocare i suoni che il suo corpo produceva spontaneamente.

Ora muti, i singhiozzi gli sconquassarono il petto, facendolo tremare da capo a piedi, ma Smaug sembrò apprezzare il cambiamento.

-Dimmi il tuo nome, Uccellino.-

Ci volle qualche minuto prima che il principe riuscisse ad esaudire quella richiesta.

-F-fili… al vostro servizio.- riuscì a pigolare.

Il cuore gli rombava in petto così forte che ebbe paura di morire per lo spavento.

Ed era la prima volta a cui pensava alla morte.

Perché l’arrivo del drago l’aveva strappato alla sua infanzia con crudeltà.

Ma forse… forse c’era ancora speranza.

Ricordò tutte le storie che la mamma gli aveva raccontato e del fatto che i draghi uccidessero e mangiassero subito le loro vittime.

Se quel drago non l’aveva ancora fatto, forse…

-Io sono Smaug il Terribile.- Si presentò l’enorme rettile, –E tu sarai il mio uccellino raro.- continuò. –Ubbidisci, intrattienimi, accorri quando ti chiamo e non ti farò del male. È tutto chiaro, Uccellino?-

Fili non ne era certo, ma non era mai stato un bambino stupido.

Annuì con forza.

-Si, Signor Smaug il terribile.- assicurò, servile, mordendosi le labbra fino a farle sanguinare, salvandosi la vita.

+++

Era già passato un mese da quando Smaug l’aveva preso come suo ‘Uccellino’ e Fili aveva imparato presto che gli errori, con il drago, si pagavano a caro prezzo.

Le bugie erano severamente punite e Smaug era così intelligente e antico che gli bastava un semplice sguardo per capire quando Fili lo faceva.

E più di una volta i suoi artigli erano arrivati così vicini al viso del nanetto da fargli perdere anni di vita per lo spavento.

Anche i ‘no’ erano poco graditi al drago e gli avevano fatto guadagnare un paio di scottature sul fondoschiena che avevano bruciato per giorni facendolo piangere ininterrottamente.

Ma c’era da dire che quando il drago era di buon umore, e Fili abbastanza servile, la creatura dimostrava di avere una qual minima accortezza, verso di lui.

Ogni volta che usciva per mangiare, al ritorno portava sempre una pecorella o due per lui e di tanto in tanto gli permetteva di poggiarsi contro il suo fianco squamoso e dormire stretto fra quello e la lunga coda attorcigliata. Altre volte gli raccontava storie di terre lontane e i pensieri di Fili volavano fuori dalle mura di pietra di quella montagna in cui era prigioniero.

E quando Smaug lo lasciava libero da impegni, il che non avveniva troppo spesso visto che trovava sempre qualcosa di faticoso da fargli fare, come pulire in giro o spostare mucchi d’oro più vicini al drago, passava il suo tempo esplorando le parti ancora accessibili della montagna o giocando da solo.

Era stata durante una di quelle esplorazioni che aveva trovato una delle piccole terrazze in cui era possibile uscire a prendere una boccata d’aria e un po’ di sole e una parte della biblioteca.

Tirando a se un libro illustrato aveva pianto di nuovo, ricordando sua madre che la sera, prima di andare a dormire leggeva a lui e a Kili le favole.

Cominciava a vedere i volti dei suoi familiari, sfocare, nei ricordi e la cosa lo rendeva così triste che il peso nel suo petto si faceva tanto pesante da togliergli il respiro.

E quando tornava da Smaug ricordava ciò che era: solo un uccellino in gabbia.

+++

-Uccellino!-

La voce di Smaug echeggiò fra i cunicoli di pietra e Fili corse verso la stanza dell’oro lasciando andare lo straccio con cui stava pulendo il pavimento annerito.

Erano passati tre anni da quando il drago era arrivato e ormai era raro che incappasse nelle sue ire anche se di tanto in tanto Smaug perdeva il controllo e tornava ad abbrustolirlo.

Si portava dietro delle bruciature di varia grandezza e la cicatrice di un artiglio gli percorreva tutta la guancia sinistra e l’avrebbe marchiato per sempre.

Non appena fu alla sala dell’oro smise di correre, avvicinandosi lentamente al suo padrone.

-Sono qui, mio signore Smaug.- si introdusse, fermandosi di fronte a lui, accennandogli un inchino.

La lingua del drago si mosse serpentina, fin quasi a raggiungerlo.

-Canta una canzone per me, Uccellino.-

Non era la prima volta che Smaug gli rivolgeva quella richiesta.

Le prime volte, quando aveva detto di non sapere nessuna canzone, l’ira del drago si era svegliata, ferendolo una volta di più. Era per quello che, durante alcune delle sue ore libere si era chiuso nella biblioteca imparando tutte le filastrocche che aveva trovato e a cui aveva dato una musicalità tutta di fantasia.

Ma aveva una bella voce bianca e nonostante nessuno di quei ritmi fosse particolarmente accattivante, Smaug sembrava apprezzarle comunque.

-Si, mio signore. Vuoi che ne canti una in particolare?-

-La mia preferita.- fu la risposta della creatura che si accoccolò più comodamente sull’oro.

La sua canzone preferita era, non a caso, una filastrocca su un drago.

La prima volta che Smaug l’aveva udita ne era stato così colpito da permettere a Fili di avere un intera giornata di libertà, fra le mura della montagna, permettendogli persino di maneggiare una pietra che brillava di luce propria.

L’archengemma.

Fili ne aveva solo un vago ricordo, ma quando gli era stato permesso di tenerla fra le dita ne aveva subito ricordato l’ubicazione e l’importanza che aveva per il suo bisnonno di cui non ricordava più il nome.

Proprio per il valore che aveva e per la luce che scaturiva, il nano chiedeva spesso al drago di poterla maneggiare e pulire con la stoffa della casacca logora che aveva trovato in uno degli armadi, nel profondo della montagna.

Troppo grande per lui, ma almeno non stretta e smembrata come la precedente.

Annuendo e sedendosi su uno dei mucchi dorati Fili obbedì, com’era abituato a fare.

Dove l’acqua si impietra e diventa ricetto di oscure forme, lì io ci sono.

Dove la terra sembra impenetrabile ostacolo, lì io ci sono.

Dove le fiamme sono più alte ed il bianco tutto rende cenere, lì io ci sono.

Se alzi lo sguardo verso l’assoluto,

se senti un richiamo oltre l’azzurro cielo, lì io ti attendo.

Nero sono stato per colui che mi ha cercato,

bianco il mio mantello per colui che mi affrontava,

rosso avvampavo dentro il suo braccio avvinto

ed insieme a lui salivo nel profondo.

Io sono il drago dietro la tua soglia,

io sono il drago, attendo te e sorrido.

Io sono…

Con gli occhi socchiusi Smaug dimostrò una volta ancora il suo apprezzamento, usando la propria coda per strofinarla sulla schiena di Fili, qualcosa di molto raro e non dissimile da una carezza, per quanto un drago potesse carezzare qualcosa, certo.

E nonostante fosse solo un suo prigioniero, Fili godeva silenziosamente di quei rari gesti di gentilezza perché la solitudine che provava era spessa come una cappa e nessuno, eccetto Smaug, l’avrebbe spezzata.

Con il tempo, la sua speranza di essere salvato diminuiva e i visi di coloro che aveva tanto amato diventavano ombre.

Come un eco, poteva ricordare il senso d’amore e protezione ma non i volti.

Pian piano, come mura troppo fragili essi si sgretolavano e non poteva che lasciarli andare, con la speranza che un giorno, al fine della propria vita, li avrebbe rincontrati come accadeva nelle fiabe.

Ma nel suo giovane e disilluso cuore quella non era che mera illusione, qualcosa a cui tenersi aggrappato per non cadere e non essere soffocato dalla realtà.

+++

-Questo dovrebbe essere un giorno speciale per te.- disse Smaug, quando Fili varcò la volta che portava alla sala dell’oro.

Oramai adulto, il nano alzò lo sguardo verso il drago, continuando a frizionare i lunghi capelli biondi che ora arrivavano ben oltre le sue spalle forti.

-Come avete detto, mio signore Smaug?- chiese, mettendo da parte l’asciugamano, avvicinandosi al drago.

Come d’abitudine s’inchinò, attendendo.

Un cenno del muso dell’altro lo convinse a sedersi di fronte a lui.

-Ho detto che è un giorno importante.- ripeté il drago. –Fanno quarant’anni, oggi, che ti lasciai rimanere con me. –

Fili lo guardò stupito a quelle parole.

Nei cunicoli sotterranei e bui della montagna aveva perso il conto dei giorni e delle ore.

Riusciva ancora a tenere il conto degli anni osservando il calore del sole aumentare o diminuire, dalla terrazza in cui spesso andava ad affacciarsi, in base alle stagioni, ma tenere il conto del resto non gli era possibile.

-Non ricordavo fosse oggi, mio signore.- si scusò.

Era passato davvero tanto, questo significava che era un nano quasi adulto adesso.

Il suo corpo lo dimostrava.

Era cambiato, così come era cambiata la sua voce e l’abbondanza di peluria.

L’unica cosa a non essere cambiata, oltre la sua routine, era il colore dei suoi capelli e le perline che portava intrecciate in essi.

Smaug li adorava, i suoi capelli, e più di una volta Fili l’aveva sorpreso a fissarli con lo stesso desiderio con cui fissava il mucchio d’oro su cui dormiva e di cui conosceva ogni singolo pezzo.

-Voglio farti un regalo, oggi.- continuò il drago. –Dimmi ciò che desideri e io ti esaudirò.-

Era un offerta molto gentile, vero.

Ma c’era anche da dire che quarant’anni di convivenza non erano pochi quando si viveva isolati e nonostante non ci fosse un rapporto di vero affetto, fra le due creature così diverse fra loro, c’era un legame e quello era il modo in cui Smaug dimostrava che, dopotutto, Fili l’aveva servito bene.

Ma le sue parole non erano veritiere, non del tutto. Perché c’era una sola cosa che Fili desiderava davvero ed era la libertà e poter ricongiungersi con la sua famiglia, ma quella, Smaug non gliel’avrebbe mai accordata.

I draghi sono molto possessivi, verso i loro tesori. Fili l’aveva imparato a caro prezzo quelle poche volte che si era avvicinato troppo alla porta principale ancora aperta, che dava su una voragine che cadeva a strapiombo, per metri e metri, sul fianco della montagna.

Così sospirò interiormente e disse ciò che diceva ogni volta che il drago gli faceva una simile offerta.

-Della frutta. Mi piacerebbe avere della frutta, mio signore Smaug.-

Quella era per lui una rarità, visto che il suo unico pasto era la carne abbrustolita che Smaug portava per lui.

Il drago comunque non se lo fece ripetere.

Scivolò serpentino fino alla grande porta principale e prese il volo dall’enorme portone che sporgeva nel vuoto.

Solo a quel punto Fili permise alle lacrime di rigargli il volto mentre i suoi pensieri tornavano indietro nel tempo permettendogli di ricordare il calore di braccia materne e la sensazione d’amore che non l’aveva mai abbandonato nonostante fosse passato così tanto tempo.

Con gli anni aveva compreso che tutti l’avevano sicuramente dato per morto, come erano effettivamente morti tutti gli altri, e che non ci sarebbe stato alcun lieto fine per lui, come succedeva invece nelle favole che tanto amava, perché nessuno poteva affrontare l’ira del drago e uscirne indenne, nessuno meglio di lui lo sapeva e non biasimava la sua famiglia, nel caso fosse ancora viva e non parte di tutti quei corpi carbonizzati che aveva spinto giù dalla porta principale, per averlo lasciato indietro.

Ma nonostante tutto pregava ancora Mahal ogni sera, sperando che qualcuno, chiunque, arrivasse a tirarlo fuori da quell’incubo.

+++

Fili rischiò di finire per terra quando la montagna tremò.

Non era il tipico vibrare prodotto da Smaug e per lunghi istanti il nano si chiese se quello non fosse un terremoto.

Tenendo le mani di fronte a se, il nano corse fino alla stanza dell’oro, cercando il drago con lo sguardo.

Smaug era vigile, attento e visibilmente arrabbiato. La sua lingua schioccava come una frusta e quello non era mai un buon segno.

-Mio signore, che sta succedendo?- chiese con la voce ridotta ad un sussurro spaventato.

Il drago non si degnò nemmeno di rispondergli in un primo momento.

Stava ascoltando qualcosa che solo lui poteva udire.

-Rimani nascosto finché non verrò a chiamarti.-  ordinò.

-Ma…-

-Non discutere con me, Uccellino. Va!- tuonò il drago e Fili non se lo fece ripetere.

Corse a rotta di collo fino alla biblioteca, sbarrandosi al suo interno, con il cuore in gola.

Si chiese se qualcosa li stava attaccando, magari qualcuno degli odiati parenti di Smaug, o se semplicemente la montagna stesse crollando o il cielo stesse cadendo loro sulle teste e quella fosse la fine del mondo.

Si rannicchiò sotto uno dei grossi tavoli e attese mentre la terra continuava a tremare e un fragore lontano, fuori dalle mura, si univa ai ringhi di Smaug e al crepitio delle sue fiamme.

Ripiegato su se stesso, Fili ricordò il giorno in cui il drago era arrivato e il terrore tornò ad impossessarsi di lui.

Ricordò ogni brutta sensazione, ogni ustione, ogni cicatrice e fu sicuro che se si trattava di un altro drago e se questo avesse ucciso Smaug, anche lui sarebbe morto.

E anche se una parte di lui diceva che era meglio mettere fine a tutto, l’altra si agitava come un anguilla.

Perché non voleva morire.

Dopotutto la vita era l’unica cosa che gli era rimasta. E anche se Smaug non era la migliore compagnia del mondo gli aveva dato una possibilità, non mangiandolo.

Le ore si susseguirono, una dietro l’altra e dopo un tempo che al nano parve infinito i rumori si spensero e la terra smise di tremare.

E nonostante il preciso ordine che Smaug gli aveva dato, Fili disobbedì, uscendo silenzioso dalla biblioteca.

I suoi passi riecheggiarono nel silenzio, venendo inghiottiti da esso.

Poi anche il silenzio morì, soffocato da inni e urla di gioia.

Proprio li, nella sala dell’oro. Voci umane e festanti.

Fu costretto a poggiarsi al muro per non cadere in ginocchio e scoppiare in singhiozzi.

Mahal l’aveva davvero esaudito o quello era l’ennesimo sogno?

Ondeggiando, con gli occhi umidi e la testa pulsante si trascinò fino alla sala dell’oro, fermandosi sulla soglia.

Tredici nani, più un uomo con un buffo cappello a punta e un… era un bambino quello?, saltellavano come grilli impazziti sull’abnorme mucchio d’oro lasciato incustodito.

Portandosi una mano agli occhi per evitare di finire accecato dalla luce di tutte quelle torce, fece qualche passo avanti, fermandosi solo quando il bambino con gli strani piedi pelosi (o qualsiasi strano essere della Terra di Mezzo fosse!) strillò con la grazia di una ragazzina terrorizzata.

Altri quattordici paia d’occhi furono su di lui e il silenzio tornò a farsi tombale mentre lui cercava di abituarsi alla luce.

Poi ci fu un altro urlo.

Un urlo che per qualche strano motivo fece stringere il cuore di Fili  in una morsa e poi due braccia calde e forti lo strinsero mentre il suo nome veniva ripetuto come un mantra, fra singhiozzi alti e spezzati.

A quel tocco, inizialmente, il nano dai capelli biondi si irrigidì, poi la consapevolezza lo colse come un onda anomala.

Conosceva quella sensazione di protezione. Conosceva quel calore. Conosceva l’amore contenuto in quella voce singhiozzante.

Sapeva di un tempo perduto, sapeva di casa e speranza.

-Mamma.- riuscì a boccheggiare mentre finalmente riusciva a dare nuovamente un volto a colei che tanto aveva amato.

Ebbe appena il tempo di stringere la presa su di lei, che l’emozione, la paura e tutto ciò che gli aveva stretto il petto per anni, prendesse il sopravvento, facendolo collassare.

Quando riaprì gli occhi, molte ore dopo, era su un morbido letto.

Credeva di aver sognato tutto ma si accorse presto di aver sbagliato.

Dis, così sua madre si chiamava, sedeva al suo fianco, tenendogli la mano e quella non era la scura montagna, ma una tenda.

Una tenda che, da ciò che poteva intravedere dalla porticina di stoffa, si trovava all’aperto.

Si mosse fra le coperte e subito gli occhi di sua madre si alzarono sui suoi, riempiendosi nuovamente di lacrime.

Fili sapeva cosa pensava, perché pensava la stessa cosa.

Non aveva creduto che l’avrebbe vista di nuovo.

Stavolta fu lui a fare il primo passo, sollevandosi a sedere e buttandole le braccia al collo con la rigidezza di chi non l’ha mai fatto.

-Mi dispiace, figlio mio, mi dispiace così tanto.- singhiozzò lei e credeva ciecamente che fosse la verità.

Ricordava solo vagamente, gli avvenimenti svoltasi all’arrivo del drago, ma poteva ancora sentire la presa salda che gli teneva la mano.

-Lo so.- riuscì a farfugliare fra le sue braccia.

Molto probabilmente quell’abbraccio sarebbe durato in eterno se non fosse stato per l’arrivo di suo zio Thorin e di un altro giovane uomo.

Fili riconobbe lo zio dal colore dei suoi occhi, che ricordavano quelli dell’archengemma (che spesso Smaug gli faceva spostare da un punto all’altro del mucchio d’oro) quasi all’istante, ma fece fatica a dare un nome al ragazzo appena dietro di lui.

Socchiuse gli occhi, studiando il viso quasi imberbe dell’altro, i suoi movimenti nervosi e la statuina di legno a forma di leone che teneva fra le mani per diversi istanti, prima di arrivare alla soluzione.

-Kili…- sussurrò quel nome quasi con riverenza.

Scioccamente aveva creduto che avrebbe ritrovato il bambino gorgogliante fra le fasce invece che un giovane nano.

In un certo senso, per lui, era come se il tempo si fosse fermato.

Ma non c’erano dubbi.

Era lui.

Era un Durin sia nei colori che nel portamento, nonostante la quasi completa mancanza di barba e il naso davvero piccolo per essere quello di un nano.

Accennò un sorriso quando vide lo zio, spingere suo fratello minore verso di lui e quello si ampliò quando la statuina intagliata venne spinta fra le sue mani.

-Grazie.-

Non si conoscevano. Non avevano avuto la possibilità né il tempo per farlo, ma Fili capì subito di amarlo incondizionatamente.

E il sentimento era condiviso.

Ne fu subito sicuro quando le braccia del suo fratellino, che era anche più alto di lui nonostante fosse il più piccolo, lo strinsero in un abbraccio che valse più di mille parole.

Perché nonostante tutto non era stato dimenticato.

Lo avevano amato e avevano continuato a farlo.

-Nessun drago potrà tenerti prigioniero di nuovo, dovrà passare sul mio cadavere prima.- le parole di Kili lo fecero sorridere e fecero battere il suo cuore quattro volte più veloce del normale nonostante fossero solo parole.

-Sono sicuro che nessun drago correrebbe il rischio.- disse, lasciando che l’altro poggiasse la fronte sulla sua.

+++

Banchetti per festeggiare la riconquista della montagna e il suo ritrovamento si erano susseguiti per tre settimane intere.

Nani erano cominciati ad arrivare in carovane dalle Montagne Blu e spesso, ai banchetti, spuntava anche qualche Elfo Silvano o qualcuno degli uomini che avevano aiuto Thorin a riconquistare la montagna perduta e vincere la furia del drago e la battaglia contro gli orchi.

Tre settimane che Fili aveva impiegato, oltre che per fare lunghe passeggiate all’aria aperta, per recuperare il tempo perduto.

Aveva cominciato a conoscere, oltre la sua famiglia, anche il resto della compagnia che insieme allo zio Thorin era sbucata per prima nella montagna.

Bifur, Bofur e Bombur erano imparentati fra loro ed erano semplici minatori dell’est, cordiali e divertenti. Più di una volta, durante i banchetti l’avevano tirato dentro gare di bevute insostenibili che l’avevano reso confuso, alticcio e allegro senza alcun vero motivo.

Dori, Nori e Ori erano invece il trio di fratelli più strano che avesse mai conosciuto. Tutti e tre completamente diversi gli uni dagli altri sia caratterialmente che fisicamente. Più di una volta Dori gli aveva domandato sfacciatamente del suo soggiorno con il drago mentre Ori gli stava dietro scribacchiando tutto ciò che lui raccontava.

Oin e Gloin invece non avevano fatto troppe domande, ma il più anziano non aveva sentito storie e come ogni guaritore che si rispetti l’aveva costretto a denudarsi completamente e a lasciarsi controllare ogni graffio e ustione nonostante fossero guariti da tempo immemore, mentre Gloin l’aveva intrattenuto parlando della moglie e di suo figlio Gimli.

Balin e suo fratello Dwalin erano stati una sorpresa ancora più inaspettata. Se Balin era gentile e dolce, Dwalin era burbero e dai modi schietti, ma entrambi avevano un grande cuore e si erano affaccendati per aiutarlo in mille modi diversi. Più di una volta aveva ricevuto in dono da Balin, che era un giocattolaio, piccoli animali di legno che avevano ampliato la sua collezione a cui aveva dato il via il leone regalatogli da Kili, mentre Dwalin lo seguiva come un ombra ogni volta che lasciava la montagna per passeggiare all’aperto. Una presenza costante ma quieta che gli lasciava la privacy e la solitudine di cui aveva bisogno.

Gandalf lo stregone era molto saggio e più di una volta l’aveva aiutato a gestire gli attacchi di panico che scaturivano spontanei quando passava troppo tempo fra tutta quella gente.

Mentre Bilbo, quello che aveva creduto un bambino e che in realtà era una creaturina appartenente alla razza degli hobbit almeno una volta al giorno si metteva a sedere al suo fianco offrendogli una pipa carica d’erbapipa che fumavano insieme, a volte in silenzio, a volte chiacchierando della lontana Contea, luogo verde e ospitale da cui il mezz’uomo proveniva.

Ritrovare il rapporto con sua madre stava invece riuscendo naturalmente, senza che nessuno dei due si impegnasse per colmare anni di distacco. Lei era una madre, era sua madre e quello la faceva diventare Mahal ai suoi occhi. La amava, di un amore così profondo e viscerale che niente avrebbe potuto farlo rincuorare come averla vicina, che fosse per ricevere una carezza, imparare ad intrecciarsi i capelli o semplicemente sederle vicino.

Suo zio, al contrario era ancora un incognita. Nonostante riconoscesse l’affetto e la cura che dimostrasse a suo modo nei suoi confronti, continuava a sentirsi un po’ a disagio quando gli era vicino, specialmente perché, come tutti gli avevano ricordato, un giorno al posto dello zio, sarebbe stato lui il Re sotto la Montagna. Sapeva che Thorin era pronto ad insegnargli tutto come non aveva potuto fare quando era un bambino, ma non si sentiva ancora pronto.

Ma se c’era qualcosa che riuscisse davvero a far svanire ognuno dei suoi problemi, quel qualcosa, o meglio qualcuno, era Kili. Il rapporto con suo fratello minore stava sbocciando mano a mano che i giorni passavano, forte e naturale come un seme caduto su buona terra. La cosa che più amava di Kili era la sua vivacità, la semplicità con cui lo capiva e riusciva a farsi capire senza quasi bisogno di parlare. Fili, lo ammetteva, continuava ad avere qualche difficoltà nel pensare a lui come al fagotto di coperte che piagnucolava tutto il giorno. Forse perché non era rimasto nulla di quell’esserino insopportabile.

Era un uomo, quello che stava imparando ad amare. Un nano valoroso, orgoglioso e affascinante che riusciva a farlo sentire al posto giusto e nel momento giusto anche se era ancora fuori dal mondo. Ogni istante che passava con lui, lo amava un po’ di più e questo risvegliava in lui sentimenti nuovi e sconosciuti che riuscivano a farlo tremare come una foglia in autunno senza alcun motivo apparente.

La risposta di ciò che gli stava accadendo gli arrivò qualche mese dopo in maniera tanto inaspettata quanto sconvolgente.

Era seduto su una delle panchine di pietra appena fuori dalla montagna, intento a leggere un libro quando risate e strani versi l’avevano costretto a lasciare le righe affascinanti dei poemi, per alzare lo sguardo.

I suoi occhi azzurri avevano incontrato le figure di Bofur e Ori, intenti ad inseguirsi, acchiapparsi, rotolarsi e poi baciarsi.

Aveva sbattuto gli occhi, scioccato dalla scoperta.

-Si stanno baciando.- disse a se stesso, parlando da solo, una brutta abitudine che aveva sviluppato in quei quarant’anni di solitudine.

Tuttavia non fu la voce nella sua testa a rispondergli, ma quella cavernosa di Dwalin, che gli era arrivato vicino.

-Si.- affermò il guerriero, facendolo sobbalzare.

-Ma loro…- riuscì a sbiascicare, quando riprese il controllo del proprio corpo.

-Sono due uomini. Si.- gli venne incontro, il nano dalla testa tatuata.

-E questo non è… sbagliato?- mormorò con un filo di voce. Perché nelle favole non si parlava mai di due principi, ma di un principe e una principessa.

Dwalin si strinse nelle spalle.

-Che sia sbagliato o meno nessuno nella nostra razza se ne cura. I nani hanno un unico compagno e quando lo trovano, che sia femmina o maschio, sconosciuto o parente, non ha importanza. Sarà l’unico, in ogni caso, ad avere il suo cuore fino a quando quello non si fermerà.- spiegò.

E l’unica cosa con cui Fili poté ribattere fu un lieve cenno d’assenso nella direzione del guerriero.

+++

-Ehi Fili, beccati questa!- un siluro bianco e bagnato si abbatté sul naso del nano biondo, provocando nel minore uno scrocio di risa senza freni.

Fili si spolverò la neve dalla bocca, assottigliando gli occhi.

-Vuoi la guerra? E sia!-

Una cascata di neve, simile a pioggia cominciò a volare in direzione di Kili che provò a schivarla, ritrovandosela invece ovunque.

Zigzagando fra i vari pupazzi di neve che avevano fatto, dopo che loro zio gli aveva dato il permesso di lasciare gli allenamenti, il moro arrivò fino a lui, afferrandolo per la vita e tirandolo giù sulla neve.

Rotolarono entrambi, ridendo e quando la loro scivolata si concluse, Kili era proprio sopra di lui, ad un soffio dalle sue labbra.

Il cuore di Fili prese a galoppare e smise quasi di respirare quando, dopo essersi fissati a lungo ansanti e bagnati di neve, le labbra del fratello scesero a sfiorare le sue con cura e gentilezza. Senza fretta e senza pretese, dandogli il tempo di elaborare ogni cosa e farla sua con il tempo che gli serviva.

Quando fu in grado di ricambiare, Fili capì di non aver mai mal interpretato la sensazione calda che aveva sentito gonfiargli il petto già la prima volta che il fratello era entrato nella sua tenda, quasi dieci mesi prima.

Kili era il suo compagno e lui era il suo.

Lasciò che l’altro accarezzasse la cicatrice che gli attraversava la guancia, rabbrividendo alle sensazioni positive e nuove che quel tocco faceva nascere in lui.

-Ce ne sono molte altre e di peggiori, dove non puoi guardare…- cominciò, ma Kili lo zittì, chiudendogli la bocca con un bacio.

-Non mi importa.- disse soltanto, quando si staccarono per riprender fiato e niente avrebbe potuto rendere Fili più felice di quelle parole.

+++

Fili rantolò il nome del fratello quando le dita si mossero a forbice dentro di lui, allargandolo ancora.

-Sono qui.-

Kili sussurrò le parole al suo orecchio, la mano sinistra che risaliva la sua coscia ustionata, scivolando fino a quando le loro dita si unirono in una stretta intima e sicura.

Il moro chinò il viso verso di lui, solleticandogli il naso con le proprie ciocche scure, facendolo sorridere.

Avevano entrambi i capelli ancora intrecciati con i nastri e le campanelline bianche che loro madre aveva sistemato nei loro capelli quella mattina, quando si erano preparati per essere uniti in  matrimonio dallo zio e ora esse tintinnavano allegre ad ogni movimento.

Un nuovo bacio, un altro scampanellio e poi Kili tirò fuori le dita posizionandosi.

Le sue dita affusolate accarezzarono ogni cicatrice e ustione, con amore quasi reverenziale e Fili smise di preoccuparsene e di sentirsi sbagliato o diverso.

-Ti voglio adesso.- riuscì ad ansimare, allargando le gambe e lasciando al minore più spazio.

-E io non desidero altro.- fu la pronta risposta, prima che Kili si spingesse in lui, rendendoli un'unica entità.

Fra le spinte, i gemiti e i sospiri Fili si strinse più forte contro di lui, quando il dolore iniziale scemò, trasformandosi in piacere, sentendosi finalmente completo mentre le loro pelli sfrigolavano e il loro sangue ribolliva ad ogni spinta.

Le spinte, dapprima lente e insicure, si fecero pian piano più decise e profonde, facendoli mugolare entrambi di un piacere intenso, fin quando non raggiunsero il culmine, abbandonandosi appagati e stanchi fra le lenzuola sfatte, stretti in un abbraccio.

E quella notte, accoccolato contro il petto del fratello, protetto dalle sue braccia e dalle calde coperte, Fili fu certo di essersi sbagliato.

Il lieto fine, dopotutto, esisteva.

nbsp;                                                        

-FINE-


The Little Rascals (Fili & Kili)
the hobbit!
kiahb26

Autore: Kiahb26

Fandom: Lo Hobbit

Pairing: Nessuno.

Personaggi:  Fili e Kili e l’immancabile presenza di Thorin Oakenshield e sua sorella Dis, madre dei due pargoli!

Trama: Spaccati di vita di Fili e Kili legati alla loro infanzia.

Avvertenze: Mi sono inventata tutto!!

Note dell’autrice: Da tre a trentatré, come si suol dire. Erano mesi che non scrivevo e poi badamoom, sforno due fanfiction in meno di ventiquattro ore pur essendo cerebralmente a pezzi. Spero che possa piacervi anche se non è niente di che. Buona lettura!

Ps: Mi è venuta in mente perché stamattina sono andata a vedere in diretta l’ecografia di un amica. Questo unito ad una canzone dello zecchino d’oro che trovate QUI e a queste meravigliose fan art dei piccoli Fili e Kili con Thorin e di Dis, (le trovate rispettivamente QUI e QUI ) hanno fatto il resto.

                                                        The Little Rascals

Fili fissò con apprensione il pancione della madre che, come dotato di vita propria, di tanto in tanto si muoveva.

Balzando indietro, il piccolo nano dai capelli biondi, deglutì a vuoto.

Com’era possibile che un fratellino si trovasse li dentro?

E soprattutto perché mai un fratellino avrebbe dovuto picchiare la mamma?

Mordicchiandosi le labbra osservò Dis passare una mano sul punto incriminato, dove qualcosa, dalla forma di piedino, spingeva.

-È costantemente agitato.- stava spiegando sua madre a Mastro Balin, che sorrideva mite, scrutando quasi con orgoglio quella pancia piena. –Dormire è diventato quasi impossibile.-

-Manca poco ormai.- la rassicurò il nano più anziano, con affetto.

Facendo una smorfietta Fili indietreggiò ancora, andando a sbattere su suo zio Thorin, appena arrivato.

Prima che potesse cadere, le mani forti dell’erede di Thrain, lo afferrarono, sollevandolo.

-Che succede, Cucciolo?- chiese, sistemando Fili contro il proprio petto.

Il piccolo nano guardò verso lo zio, prima di tornare a fissare il pancione della mamma e poi nuovamente Thorin.

-C’è un goblin, dentro la pancia della mamma?- chiese, la voce ridotta ad un singulto simile ad un singhiozzo.

Thorin si ritrovò a ridere a quelle parole.

-Ma certo che no, Cucciolo, è solo il tuo fratellino che si muove, c’è poco spazio, dove si trova.- spiegò paziente.

Lo sgomento di Fili sembrò aumentare a quelle parole.

-Ma come farà ad uscire, allora?-

Il principe nanico si ritrovò ad arrossire a quella domanda.

Il suo nipotino ed erede era entrato nel terribile periodo dei perché, pareva.

-Oh beh lui… Dis, tuo figlio comincia a fare domande a cui non credo di voler dare risposta.- farfugliò in direzione della sorella.

La nana si ritrovò a ridacchiare quando, voltato lo sguardo, vide la stessa espressione disperata stampata sul volto del figlio e del fratello.

-Dallo a me, Thorin, ci penso io.- cinguettò con il volto addolcito da quel qualcosa tipico delle donne in dolce attesa, allungando le braccia verso il figlio maggiore che le si ritrovò seduto sulle gambe, ad un soffio dal pancione incriminato.

Con amore spinse la testolina bionda contro il proprio ventre, lasciando che l’orecchio di Fili premesse contro la pelle tesa dello stomaco.

Un po’ riluttante Fili si lasciò condurre con l’orecchio contro la rotondità, trattenendo il fiato.

Tump. Tump!

Il rumore si susseguì,  dall’interno, attutito da qualcosa che sembrava acqua.

-Hiii!- si lasciò sfuggire il piccolo nano, sorpreso. -Bleah!-

I tre adulti presenti nella stanza risero della sua reazione e davvero non capì cosa diamine c’era da essere così divertiti.

-Perché fa così?- chiese innocentemente, imbronciandosi.

-Perché è felice.- spiegò Dis, con gioia.

-Felice per cosa?- domandò ancora Fili, inclinando la testolina bionda.

-Perché ci  sente parlare, immagino. Anche se tu non lo vedi, lui ci ascolta.-

La boccuccia di Fili si spalancò a quelle parole e si voltò, guardando lo zio con gli occhi grandi come piattini da caffè.

-Hai sentito, zio? Il fratellino è una spia!!-

Un nuovo scoppio di risa invase la stanza ma nessuno osò fargli notare che no, il nascituro non era una spia.

Dopotutto quello aveva evitato la domanda scomoda, cosa avrebbero potuto chiedere di più?

***

Un urlo squarciò l’aria e Fili smise di respirare, nascondendo il viso contro il petto di Thorin, seduto sul gradino fuori dalla cascina, insieme a lui.

-Shhh, non aver paura, Fili, va tutto bene.- cercò di rassicurarlo mentre le urla si intervallavano, per manciate di secondi, al silenzio più totale.

Il piccolo nano inghiottì il groppo che aveva in gola, non riuscendo a comprendere.

Era stato svegliato da un gemito della sua mamma e poi, tante signore barbute, più di quante ne avesse mai viste insieme, erano arrivate e l’avevano sbattuto fuori di casa, insieme allo zio.

E da allora non si erano uditi che gemiti e grida.

Spaventato, Fili, sentì gli occhi farsi lucidi.

-L… la mia mamma sta morendo?- riuscì a chiedere in un soffio, ad un passo dalle lacrime. –N… non voglio che mi lasci anche lei, c-come papà.-

Le mani forti ma gentili dello zio lo strinsero più forte.

-Certo che no, Fili, la mamma non sta morendo.- lo confortò.

-Ma allora perché la mamma urla?- domandò e la sua innocenza riuscì ad intenerire Thorin più di quanto il principe nano avrebbe voluto.

-Perché sta mettendo al mondo il fratellino, è un duro lavoro.- gli spiegò.

-Ma come fa a farlo?- volle sapere il piccolo nano, col cuore in gola, tornando a porre la fatidica domanda.

-È una cosa da donne. È per questo che ci hanno cacciato via.- rispose Thorin, che questa volta non si fece cogliere impreparato dal nipote in apprensione. –Vedrai che andrà tutto bene.- lo rassicurò ancora una volta, lasciandolo nascondere contro le proprie vesti pesanti.

Rassicurato da quella risposta che non aveva tuttavia saziato i suoi dubbi, Fili annuì e attese.

Doveva essersi addormentato poiché, ad un certo punto, lo zio lo scrollò gentilmente per una spalla.

-Fili, sveglia, il fratellino è nato, vuoi vederlo?-

Con gli occhioni ancora gonfi di sonno il bambino annuì.

Si sollevò, lasciando che lo zio facesse lo stesso e lo prendesse per mano, accompagnandolo fino alla stanza da letto della madre.

Dis, seduta fra le coperte, teneva in grembo un insieme di coperte dentro cui qualcosa si agitava, lanciando strani versi.

Sorpreso, Fili si avvicinò al lettone con passo felpato, per sbirciare.

Ancora una volta, l’unica cosa che vide fu un insieme di coperte.

Sollevandosi sulle punte, alzando il nasino all’insù, cerco di vedere.

Poi le mani conosciute dello zio lo sollevarono, permettendogli di vedere oltre le trapunte.

Il fagottino con il viso pieno di puntini rossi e grinze sulla pelle, ad un passo dalle lacrime, si agitò ancora.

-Ciao.- disse in direzione di quel cosino strano, stretto dalle braccia protettive della mamma.

Due occhioni di colore indefinito, lo fissarono e poi, quello che voleva essere un abbozzo di sorriso –Fili ne era sicuro!- gli sovvenne in risposta.

Con gli occhi carichi di curiosità, il biondino si agitò per liberarsi dalle braccia dello zio e sedersi a fianco alla mamma.

-È brutto!- decretò, convinto. –Ma mi piace. Lo hai visto mamma? Mi ha sorriso!-

Dis, la voce stanca per il travaglio, ridacchiò.

-Oh si, lo ha fatto. E ti assicuro che diventerà più bello, fra qualche giorno.-

Battendo le manine, eccitato, Fili allungò il collo, per guardare meglio l’essere gorgogliante fra le fasce.

-C’è l’ha un nome?- si interessò, non stando più nella pelle già immaginando tutti i giochi che avrebbero potuto fare insieme.

-Kili.- asserì Dis, passando una mano fra i capelli color dell’oro del figlio maggiore. –Si chiama Kili.-

-Mi piace, Kili. È un bel nome.- diede il suo assenso Fili e di nuovo Dis sorrise, tornando a sdraiarsi, esausta.

***

-Li!- esordì Kili, mordicchiando il cucchiaino che la mamma gli aveva portato alla bocca facendo un discorso strano su pale da nani minatori.

Fili al suo fianco, sbuffò.

-F-I-L-I!- scandì il proprio nome.

-Lili.- gli fece eco il più piccolo, ridacchiando per l’espressione offesa del fratello.

-Fili.- sospirò un ultima volta il biondino, esasperato.

-Ili.- concluse Kili, aprendo la bocca per ricevere un altro cucchiaino di pappa.

Dis rise all’espressione distrutta del maggiore dei suoi figli.

-Dagli tempo, tesoro, vedrai che imparerà.- lo rassicurò, accennando poi con la testa al piatto ancora pieno del biondo. –Finisci il tuo pranzo adesso.-

Con il broncio, Fili afferrò il cucchiaio, facendolo sprofondare nella zuppa tiepida.

Stava quasi per portare il cucchiaio alla bocca quando la porta si aprì e lo zio Thorin, con gli abiti da lavoro, fece il suo ingresso in casa.

-Fili!- lo salutò Kili, usando il nome del fratello come fosse la migliore forma di benvenuto che esistesse al mondo.

Suo fratello maggiore per poco non cadde dalla sedia e tutto il suo appetito si spense mentre balzava in piedi.

-Avete sentito?- ululò eccitato, -ha detto il mio nome!!- gridò ancora, fiero, saltellando per la stanza.

Ora che sapeva dire correttamente il suo nome gli avrebbe insegnato ogni cosa.

***

-Fili!-

Il richiamo lo fece gemere mentre provava a nascondersi sotto il cuscino.

-Nhh, è presto, torna a dormire, Kili.- borbottò, assonnato.

-Ma c’è lo zio! Lo zio ci ha portato dei regali!- strillò ancora, suo fratello minore, eccitato.

Quelle parole bastarono a svegliare completamente Fili.

Regali!

Lo zio Thorin aveva portato dei regali per loro.

Balzò in piedi ancor prima di un battito di ciglia, prendendo il fratello per mano e trascinandolo verso la cucina.

-Sono grandi abbastanza ormai, Dis.- stava dicendo lo zio a loro madre, -e mi occuperò personalmente del loro addestramento, non hai nessun motivo per cui preoccuparti.- assicurò.

I due bambini si guardarono nascondendo un ghignetto quando loro madre premette un ascia ben affilata sotto il naso dello zio.

-Lo spero per te, Thorin Oakenshield, o non avrò pietà!-

Dall’espressione del loro mentore –e zio preferito- i due piccoli nani furono certi che temeva più loro madre che il drago Smaug.

Non c’era da biasimarlo dopotutto.

Con ancora i sorrisi ad illuminare i loro occhi fiduciosi sgattaiolarono in cucina, pronti a ricevere i loro regali –una spada e un arco, per inteso- e a diventare dei grandi guerrieri.

Erano sicuri che le loro storie, un giorno, sarebbero state narrate per tutta la Terra di Mezzo.

nbsp;                                                                           -FINE-


In Loving Memory -Durincest-
the hobbit!
kiahb26

Autore: Kiahb26

Fandom: Lo Hobbit

Pairing: Durincest (Fili/Kili) e menzione a Thorin

Avvertenze: Spoiler dal libro e morte di personaggi principali.

Trama: Con la battaglia dei Cinque Eserciti arriva il momento, per Fili e Kili, di dirsi addio. Ma quando si parla di certi legami, ‘addio’ è la parola giusta?

Note dell’autrice: I diritti de Lo Hobbit non mi appartengono così come non mi appartengono i personaggi. Scritta solo in un momento d’ispirazione, cercando di immaginare IL momento che con tanto dolore vedremo arrivare nel terzo film. (Possiamo dire che è una BookVerse/MovieVerse!)

Ps: Vi consiglio di leggerla ascoltando la canzone che mi ha dato l’ispirazione e che trovate QUI.

Pps: Anche QUESTA fanart ha aiutato.

nbsp;                                                           In loving Memory

“Take my hand and tell me that you love me one more time

Remembering the past we leave behind

Steal a breath and whisper your goodbye”

Fili sentì il fiato mancare.

Una delle frecce doveva aver perforato qualcosa di vitale, ma non gli importava.

Strinse i denti, continuando a trascinarsi verso il cappuccio blu che intravedeva fra i corpi.

Gli occhi gli bruciarono all’idea che lui potesse essere già andato.

“Non può essere andato.”

No.

Kili non avrebbe mai varcato i cancelli oltre la vita senza di lui.

Kili non faceva nulla senza di lui.

‘Dov’è uno, sta pur tranquillo che sarà anche l’altro’ diceva sempre lo zio, ed era la verità.

Fili non ricordava la vita, prima di Kili, era come se non ci fosse mai stato niente, prima.

Il suo primo ricordo lo vedeva impegnato sulle punte dei piedi, col nasino all’insù, nella speranza di capire –di appurare- cosa mamma tenesse fra le braccia.

Poi ricordava di essere stato sollevato dallo Zio Thorin che gli aveva permesso di osservare l’infante insofferente, avvolto fra le coperte, con gli occhioni ancora di colore indefinito, in procinto di scoppiare in lacrime.

‘Ciao’ aveva detto lui, con voce ancora infantile, agitando la manina, e il piccolo bozzolo di capelli castani e coperte aveva spostato lo sguardo sul suo e aveva sorriso.

Suo fratello gli aveva sorriso e per lui non c’era stato altro.

Con uno sforzo e un gemito spostò il cadavere dell’orchetto che premeva contro il ventre di suo fratello e in risposta alla mancanza di quel peso opprimente i suoi occhi castani si aprirono.

Sorrise Kili, come gli aveva sorriso la prima volta.

Stessi occhi liquidi.

Non per la fatica di venire al mondo stavolta, ma per quella di non andarsene.

-Ciao…- sussurrò Fili, con voce spezzata, lasciandosi cadere al suo fianco, l’unico posto in cui doveva trovarsi.

-…ciao.- arrivò la debole risposta di Kili, una mano che correva a cercare la sua.

Fili la prese, stringendola con tutte le forze che gli erano rimaste.

-Sapevo che mi avresti aspettato.- sussurrò.

-Sapevo che saresti arrivato.- arrivò in risposta il sussurro.

Le loro teste ora vicine.

Un soffio a dividere le loro fronti dall’incontrarsi, niente ad ostacolare le loro labbra dallo sfiorarsi.

Non c’era più bisogno di tenerlo nascosto, dopotutto.

Dall’altra parte nessuno li avrebbe giudicati per essersi amati, come fratelli e come molto di più.

“When my heart won't beat hold me as I'm falling fast awake

Find a wooden box where I can lay

Briefly cry but then just walk away”

Faceva freddo adesso, mentre le ultime grida delle battaglia echeggiavano e muoversi diventava sempre più difficile.

Stesi l’uno contro l’altro potevano vedere i fiati condensarsi, gli occhi farsi sempre più vacui e lucidi.

Con un ultimo sforzo di volontà Kili passò le braccia attorno alla vita di Fili, premendoselo ancora più vicino.

-A…aspettami, quando sarai dall’altra parte.- ansimò e ora Fili poteva sentire tutta la sua paura e la disperazione.

Nessuno vuole dire addio, quando arriva il momento.

-Anche p… per sempre.- sospirò, stringendo la presa sul corpo del minore, chiudendo gli occhi.

Sentì distintamente Kili piangere, contro i suoi capelli.

E anche lui pianse, con il viso nascosto contro il collo dell’altro mentre i loro corpi si freddavano e spegnevano, come stoppini di una candela troppo usata.

Fili non seppe mai, come andò.

Se fosse stato lui a spirare per primo o se fosse stato Kili.

Non era importante, se erano insieme.

“It won't be the same

This moment beyond will set us apart

We change who we are to who we should be

I don't know what this is, but it's not the end - it's only the start

Just open your eyes, see how this compares to the day I was born

Not in loving memory

This could be the life of me now.”

Una scogliera.

Fili non aveva idea di come avesse fatto ad arrivarci.

L’aria frizzante gli colpì la pelle, facendolo rabbrividire, ma il sole era caldo e il cielo così azzurro da sembrare finto.

“Sto sognando?” si chiese, osservando le proprie mani pulite e prive di ferite.

Non provava dolore, non aveva fame, freddo o paura.

Provava solo pace, tuttavia mancava qualcosa.

Qualcosa di vitale.

Fece per voltarsi quando qualcosa di non ben definito lo colpì alla testa, seguito da una risata.

La risata che aspettava.

Quella di quel qualcosa che mancava.

E che fosse un sogno o qualcos’altro non aveva più importanza.

Si voltò, raggiungendo il fratello fermo qualche metro più in la, con gli occhi scintillanti di gioia e non poté che sorridere a sua volta.

-Mi stavi aspettando.- sussurrò Kili, prendendolo per le treccine della barba, tirandolo a se.

-Te l’avevo promesso.- replicò, prima che le loro labbra si unissero e le loro mani si intrecciassero.

E andava bene così.

Andava davvero bene, così.

                                                                            -FINE-


Lo hobbit - Un Viaggio Inaspettato-
Vamp
kiahb26

                                     

Io di solito non faccio recensioni dei film che vedo, anche perché non mi sento nessuno e non penso che la mia impressione possa fare molto, ma ho bisogno di scrivere qualcosa su questo film, quindi eccomi qui!

C’è da dire, prima di cominciare, che ho letto davvero molte recensioni di questo film da quelle davvero negative di Best Movie a quelle entusiastiche di chi l’ha visto, ma è proprio vero che non si può dare un opinione concreta finché non si vede il film. Di certo però ad una cosa sono servite, le recensioni, non avevo alcun tipo di aspettativa legata a questo film che pure per tanto, tantissimo tempo avevo aspettato.

Da fan di Tolkien e della trilogia del Signore degli Anelli, ho ovviamente squittito come se non ci fosse un domani all’idea del film eppure, visto tutte le cose lette ne avevo il terrore, ma oggi finalmente a 16 giorni dall’uscita nelle sale mi sono fatta coraggio e sono andata.

Già dai primi secondi in sala, quando le luci sono state spente e la pellicola ha preso a scorrere, una sensazione strana mi ha attorcigliato lo stomaco. Non sono riuscita a catalogarla subito ma ora, con mente più fresca riesco a dargli un nome: nostalgia.

Avete presente quando lasciate casa per molto e la sensazione che si prova poi, quando si ci ritorna e tutto sembra tanto uguale quanto diverso?

Ecco, è questo che ho provato nel rivedere casa Beggins, la Contea, Gran Burrone e si, persino i tanto amati old!Bilbo, Frodo, Gandalf e Compagnia che come amici fedeli mi hanno accompagnato per anni.

Sono tornata a Casa, ai luoghi che mi hanno fatta sognare e che avranno sempre un posto nel mio cuore. I colori, l’atmosfera carica di magia, gli Hobbit, gli Elfi, i Nani, tutto insomma, globalmente.

I motivi per cui ho sorriso come un Idiota di un Took (per citare Gandalf!) per tre quarti del film.

Ma andiamo per gradi.

Devo dire che il Film mi è piaciuto.

Dai collegamenti ben fatti con i precedenti Capitoli del Signore degli Anelli a  Bilbo che va nel pallone per l’arrivo dei Nani che lo fanno impazzire (povero amore ha pure ragione X°D) ai Troll di Montagna e alla scena finale del capitolo.

E da non dimenticare la scena con Gollum che ha travolto tutta la sala in una caciara epica perché ognuno cercava di risolvere da se gli indovinelli.

Ricordando il romanzo, pur avendolo letto diversi anni fa, non appena sono stati posti ero li a dire la soluzione sentendomi tanto cretina quanto divertita dalla cosa.

Ho anche adorato i tre canti che sono davvero tanti per un unico film, ma sono stati davvero ben fatti.

I personaggi poi, mi hanno fatto impazzire e credo che 4 in particolare meritino un loro piccolo capitolo a parte.

Cominciamo da Bilbo Beggins, l’ho sempre immaginato così e Martin Freeman (il John Watson di Sherlock della BBC) ha fatto davvero uno splendido lavoro nel portarlo sullo schermo. Il giovane Bilbo è diverso dal vecchio, piegato da sessant’anni di Tesssoro. È un Hobbit di gran cuore che vive la sua vita fatta di calma, cibo ed erba pipa ma che nasconde in se l’intraprendenza dei Took e il gran coraggio e la forza d’animo dei Beggins. All’inizio preso in contropiede, irritato e si, intimorito dalla situazione in generale che lo fa letteralmente ammattire prova a tirarsi indietro, ma poi la voglia d’avventura vince le sue indecisioni e corre a perdifiato a rincorrere la compagnia già partita per il lungo viaggio che li attende per la montagna di Erebor. E si, lo ammetto ho trovato la scena della sua corsa a perdifiato per la Contea molto significativa. Come tutti noi, ad un certo punto della nostra vita, decidiamo che è il momento di muoverci per realizzarci in qualcosa (o almeno tentare di farlo) e crescere, così Bilbo decide di inseguire quell’avventura pericolosa che lo cambierà tanto si, ma che di certo lo arricchirà. In poche parole la Vita. Nessuno di noi può rimanere fermo per sempre anche se muoversi fa davvero paura. Si, il suo personaggio mi piace davvero tantissimo.

Thorin Scudo di Quercia: Mi è sempre piaciuto tanto nel romanzo, ma trasportato in pellicola mi ha fatto letteralmente impazzire, forse complici gli occhioni blu e i capelli neri, non saprei (quell’attore è un figo da paura!), ma mi è subito piaciuto a pelle. Credo che Thorin rappresenti in tutto e per tutto il fulcro dell’umanità. Nonostante la grande disgrazia abbattutisi sulla propria Casa e l’aver visto in diretta la morte di suo Padre, non si arrende, mette da parte la paura e la gioventù per combattere il nemico. Si rimette in piedi ed affronta ciò che gli viene davanti, occupandosi anche della sua famiglia e del popolo di Erebor. Un vero Principe degno di diventare un Re. Ma gli eventi lo hanno segnato e come tutti, in questi casi, si è chiuso in se stesso ed è diffidente con chiunque non sia la sua famiglia. Motivo per cui, per tre quarti del film non fa che sgridare il povero Bilbo che si fa sempre più piccolo per le sue parole e che quasi cede, finendo poi per aiutare lo stesso Thorin che capisce finalmente CHI si trova di fronte e davvero, quando ha abbracciato Bilbo io mi sono sciolta. E si, sono di parte, come ogni volta, ma la mia mente ha già cominciato a slashare sti due davvero molto duramente.

Altri personaggi che ho slashato come se non ci fosse un domani sono i due giovani nani Kili e Fili, perché ovviamente l’incesto è una costante nelle mie shipp, ma che posso farci? E’ più forte di me! XD Sono i più giovani del gruppo, inseparabili come lo erano Merry e Pipino e sono due discoli nonostante Kili sia un grande con l’arco, (avrei proprio voluto vederlo al fianco di Legolas!!) e Fili molto bravo con le due spade. Entrambi i giovani nani si legano molto a Bilbo (nonostante lo trollino spessissimo XD) ed è un pensiero costante nel film, il modo in cui lo cercano continuamente mi ha fatto proprio tenerezza. Essendo i più giovani del gruppo tendono anche a fare delle stronzate (chi non le ha mai fatte?) e ovviamente mettono Bilbo nei guai! Mi hanno davvero divertito e li ho amati moltissimo. (Fra l’altro l’attore che interpreta Kili –Aidan Turner- è il Mitchell di Being Human che mi piace davvero moltissimo! Fili è invece Dean O'Gorman il Iolao di Young Hercules) Ho trovato la coppia di fratelli davvero affiatata e le loro parti sono davvero divertentissime. Da sottolineare anche che sono i Velini dei Nani, Fili è biondo con gli occhi chiari, Kili moro con gli occhi scuri. XD

Vedete che non mento? XD)

Sir Ian McKellen ha come sempre fatto un ottimo lavoro con Gandalf e Gigi Proietti è stato un ottimo doppiatore, anche se, mi dispiace ammetterlo, la voce storica del vecchio mi piaceva molto di più e per la prima oretta di film ho sofferto moltissimo. Fantastici anche gli altri nani della compagnia (Balin, Dwalin, Dori, Nori, Ori, Oin, Gloin, Bifur, Bofur e Bombur) con particolare menzione a Bombur che era DAVVERO enorme e Ori tutto pacato pacato, buono e con quella vocina, mi ha fatto davvero impazzire!

-Considerazioni a Random-

1) Voglio i Nani a mangiare a casa mia e soprattutto a pulire tutto dopo X°D

2) Qualcuno compri un guinzaglio a Kili e glielo tenga sempre addosso, così da non perderlo.

3) Se un nano bussa alla vostra porta e non volete che vi mandi sull’astrico chiudetegli la porta in faccia!!

4) Non contraddite Gandalf, sciocchi!!!

5) I troll sono idioti, ma anche i Nani non scherzano certi momenti! X°D

6) Jackson nel prossimo capitolo fa scopare Kili e Fili per me.

7) Votate Gollum alle prossime Elezioni Italiane.

8) Il padre di Legolas è una Baldracca.

9) Se un uccello ti caga in testa sei uno stregone dei boschi. #sapevatelo.

10) Comprate piatti e bicchieri molto resistenti se aspettate visite dai nani!

Tirando le somme il mio voto è un 8

Credo che togliendo un paio di cose fastidiose (tipo quel 3D orrendo e quella battuta davvero schifosa del Goblin gigante, che spero sia solo nella versione italiana!) il voto sarebbe stato molto più alto. Credo che tutti i fan del Signore degli Anelli in film e ovviamente i fan di Tolkien debbano vederlo. Ma se non amate particolarmente il genere o se vi aspettate qualcosa di uguale a Il Signore degli Anelli non andate a vederlo al cinema, potrebbe deludervi. Ma ai posteri l’ardua sentenza. In ogni caso, se volete un ultimo consiglio NON guardatelo in 3D, le scene di battaglia o corsa fanno girare la testa!

Alla prossima, Kia.

Ps: Vi lascio con il video della canzone più ganza. Esigo che i nani vengano a mangiare in casa mia e sparecchino allo stesso modo XD <3




Family business
Ra ra Rasputin
kiahb26

Titolo: Il mestiere del Padre

Pairing: Nessuno

Personaggi: John, Mary, Dean e Sam Winchester.

Rating: Verde prato.

Trama: Due momenti molto lontani fra loro della famiglia Winchester.

Avvertenze: Nessuna è semplicemente un missing moment, dedicato alla Family. Buona lettura.

                                                           ****



2 Settembre 1983

Dean Winchester si era sempre ritenuto un bambino intelligente.

Anche se aveva ancora quattro anni ‘così’, ascoltava la mamma e il papà e non cercava di abbandonare Sam fuori dalla porta di casa anche se se lo meritava perché adesso doveva dividere i genitori con lui.

Era anche ubbidiente… il più delle volte.

Ad esempio mangiava i fagiolini e tutte quelle brutte verdure che la mamma gli metteva nel piatto senza fare troppe storie.

Era un bravo bambino, lui. Mica come Sammy!

Con una smorfia sul viso Dean osservò l’ennesimo spruzzo di pappina spargersi un po’ ovunque: sul tavolo, sui tovaglioli e sulla faccia del suo papà.

Papà che sembrava sull’orlo di una crisi isterica.

-Avanti Sammy, mangia la pappina, su.- scongiurò John Winchester al figlio minore che legato al seggiolone, con un broncetto sul visino sporco di omogeneizzato, sembrava sull’orlo del pianto.

Dean non poté fare a meno di notare che papà e Sammy, in quel momento, avevano praticamente la stessa identica espressione.

Con una certa preoccupazione spostò il viso lentigginoso in direzione della sua mamma, tirandole un lembo della camicetta.

Un sorriso luminoso gli venne in risposta mentre la mano morbida di Mary correva fra i suoi capelli biondicci, accarezzandoli.

-Che c’è tesoro?- domandò sottovoce per non disturbare le preghiere di John al loro secondogenito.

Dean accennò con la testa al genitore proprio nel momento in cui John, armato di cucchiaino intonava l’ennesima canzoncina nella speranza di convincere Sam a mangiare.

Pane panino, mangia bambino. Pane pagnotta, la zuppa non scotta. Pane crostino, dai solo un pochino. Pane e salame mangia se hai fame. Pane in cassetta, appena una fetta. Pane salato, hai già mangiato!

-Credi che papà sia diventato matto, mammina?- volle sapere, visibilmente preoccupato.

Mary non poté far altro che ridacchiare a quella domanda, scuotendo la testa.

-Non ancora, piccolo mio.-

Assicurò, mentre Sammy prendeva finalmente in bocca il cucchiaino, mandando giù la pappina.

Dean aveva sempre creduto ciecamente alla sua mamma, ma quando suo padre balzò in piedi, ululando per la vittoria finendo per far scoppiare in singhiozzi Sam non fu più tanto sicuro che stesse dicendo la verità.

2 Settembre 2004

-Avanti papà che ti costa? Solo una volta, dai voglio risentirla!-

Dean si lanciò con la grazia di un elettricista ubriaco sul lettone che per quella notte avrebbe dovuto dividere con il padre, visto che tutte le stanze doppie di quel fatiscente motel di Stanford erano occupate, finendogli a fianco mentre il povero letto cigolava lamentoso in risposta.

John aprì un occhio soltanto fulminando il maggiore dei suoi figli con un occhiataccia.

-Ancora con questa storia? Perché non ti fai una bella notte di sonno, Dean?- brontolò esasperato, cacciandogli il proprio cuscino sulla testa, nella vana speranza di dissuaderlo.

Chi diceva che il lavoro del Cacciatore era il mestiere più stancante e difficoltoso del mondo, John ne era certo, non aveva progenie.

Fare il padre e tenere a bada (oltre che in vita) i figli, quello si che era lo era!

Per alcuni minuti il silenzio invase la stanza tanto che John finì quasi per addormentarsi.

Poi però la voce del suo maggiore tornò a farsi sentire.

-Papà?-

-Mh…?-

-Solo una volta, per favore.- insistette Dean.

Un sospiro disperato abbandonò le labbra di John.

Avevano passato tutta la giornata appostati a controllare che la vita da “persona normale” di quel cocciuto di Sam filasse del tutto liscia e lui era stanco e abbattuto.

Esausto come se avesse affrontato un orda di demoni più che fissato un figlio con cui forse era stato troppo duro in passato.

-Prometti che non tornerai più sull’argomento se lo faccio?- si arrese in fine alla cocciutaggine, tutta ereditata da lui, del primogenito.

-Promesso.- assicurò Dean, sistemandosi più comodamente fra le coltri ruvide del letto.

-Va bene allora.- acconsentì John, incontrando gli occhi verdi del figlio appena un istante prima di chiudere i propri altrettanto verdi.

Per un lungo minuto fu solo silenzio, poi la sua voce cantilenò ciò che Dean desiderava sentire:

-Pane panino, mangia bambino. Pane pagnotta, la zuppa non scotta. Pane crostino, dai solo un pochino. Pane e salame mangia se hai fame. Pane in cassetta, appena una fetta. Pane salato, hai già mangiato. ♫-

La risata di Dean riempì la stanza.

John dalla sua posizione accennò a sua volta un sorriso prima di aprire ancora una volta gli occhi, puntando il figlio sbracato senza alcun garbo fra le lenzuola.

-Ora fa silenzio se non vuoi che ti prenda a calci.-

Minacciò tonante, fingendo di essere infastidito alla reazione dell’altro.

Un sorrisino sghembo gli venne in risposta mentre Dean annuiva solennemente, poggiando finalmente la testa al cuscino.

-Sissignore!- garantì mentre assumeva la sua posizione preferita per dormire.

E anche se John sapeva già che si sarebbe svegliato con un figlio spalmato addosso( che sarebbe stato causa di mal di schiena) e con l’altro ancora perso nella sua vita da universitario, convinto che lui lo odiasse,  non poté che ringraziare Dio per avergli dato il lavoro più stancante, difficoltoso e meraviglioso del mondo.

                                                

                                                                    FINE


Sdrammatizzando su MSN
Destiel
kiahb26
Giusto perché la versione di questo promo: http://www.youtube.com/watch?v=UtvnjrFUVTs&feature=youtu.be ci aveva distrutte.
E allora nell'agonia si sdrammatizza per non impazzire.


Come sdrammatizzare 16 secondi di promo e tanto Destielfeeling in 1 secondo:
*Nuki e Kia guardano promo*
Chiara ~ Team Free Will~ scrive:
Dei non avevo mai sentito Cas urlare così disperato il nome di Dean
:[Nuki:[ scrive:
nuo, Cas Sob
Cas che fa la cacca nel bosco haah (per via della posizione accovacciata al fiume)
Ch
iara ~ Team Free Will~ scrive:
haah esatto haah
:[Nuki:[ scrive:
in realtà lo hanno lasciato indietro perchè ci metteva troppo a farla haah
Chiara ~ Team Free Will~ scrive:
haah 
immaginati la scena
Dean -Cas muoviti!!
*Cas tutto concentrato*
-Nhhh sono un angelo del signoreeee!!!!!-
*cacheggia*
:[Nuki:[ scrive:
*haah!!!
Chiara ~ Team Free Will~ scrive:
Cas-Siiiiiiiiiiiiii sono un angelo del signore!
Creature del purgatorio -Che puzzaaaa uccidiamolo!
Cas -DEANNNNN
:[Nuki:[ scrive:
*muoio haah
Chiara ~ Team Free Will~ scrive:
*haah
*muoio con te hahahahahahaha
:[Nuki:[ scrive:
*siamo partite haah
Chiara ~ Team Free Will~ scrive:
*hahahahaahah
*te l'ho detto
*io staserA
*non ce la farò a rimanere viva haahhaah


Purgatory: The Writers Club
Destiel
kiahb26

Titolo: Purgatory: The Writers Club
Pairing: Dean/Castiel.
Trama: In purgatorio ci sono alcuni scrittori in erba!
Note dell’autrice: Scritta in 10 minuti per l’anniversario dei 4 anni di Destiel sul meraviglioso prompt di Perona Gabriel Winchester: ‘sto annegando nei tuoi occhi e mi piace’. 
In realtà visto la giornata massacrante non credevo sarei riuscita a partecipare, ma poi ho avuto questo flash stupidissimo e non ho proprio resistito!
Ps mi scuso per eventuali errori e per la pochezza di questa roba, ma il mio tempo libero è davvero limitato in questo periodo visto che sono dietro a mia nonna i tre quarti del giorno .-.

Buona lettura!

Kia

                                                                ***

<<    Dean accarezzò il profilo del viso di Castiel con un tocco fantasma.

I polpastrelli scivolarono su per le labbra lievemente screpolate ma incredibilmente morbide e si ritrovò a perdere un battito quando gli occhi di quel blu incredibile si aprirono, puntandosi sui suoi in quella fusione perfetta di cielo e terra, di sacro e profano.

Castiel si puntellò sui gomiti, inclinando la testa arruffata in quel modo tipicamente suo.

-A cosa stai pensando, Dean?- chiese, la voce bassa e roca, simile ad un sussurro.

Il Winchester increspò le labbra in un sorriso, avvicinando il viso a quello del suo angelo.

-Che dopo quattro anni, ancora una volta, sto annegando nei tuoi occhi e mi piace.-    >>

*

*

*

-“Sto annegando nei tuoi occhi e mi piace”? Andiamo Gabriel, Dean non direbbe mai una cosa del genere a Castiel! E gli angeli non dormono, nemmeno dopo dell’ottimo sesso, no.- sbottò Balthazar, lanciando via il foglio che l’arcangelo gli aveva consegnato.

Scritto con sangue di Mutaforma, perché in purgatorio non c’erano le penne ma in qualche modo dovevano pur arrangiarsi.

-Ehi, non prendertela con me Bros, sei tu che hai indetto la giornata del fluff per il nostro ‘club di scrittura a tema omoerotico per passare il tempo mentre aspettiamo che paparino bello ci tiri fuori di qui’.- protestò l’arcangelo, incrociando le braccia offeso.

-E poi…- aggiunse, un sorriso che cominciava ad increspargli le labbra zuccherate –chi ti dice che una volta usciti da qui io non possa costringere Dean-o a farlo?-

Una lucina diabolica riempì gli occhi di Balthazar a quelle parole e si sfregò le mani, in aspettativa acciuffando un nuovo foglio con enfasi.

-Se la metti su questo piano allora passo subito a scrivere il pOrn!- affermò l’angelo.

Dopotutto il suo fratellino doveva ancora pagarla per averlo fatto fuori.

                                                             -FINE-


Non-sense Richard/Matt
Ra ra Rasputin
kiahb26

Titolo: Finisce sempre così.
Pairing: Richard Speight, Jr/Matt Cohen
Rating: Giallo? Non lo so nemmeno io XD
Trama: Questa cosa ha una trama? No. Sul serio. Non la ha. Fondamentalmente se proprio vogliamo cercare di darle un senso nasce per via della presenza di Richard e Matt alla NJ Con questo fine settimana e al nuovo amore che si stanno donando.  A questo punto il mio cervello ha creato fatiscenti mostri su cosa avesse potuto pensare Matt dopo aver visto le epiche avventure di Richard con Rob Benedict al Comic Con di San Diego un paio di settimane fa. E sto scempio sarebbe il risultato non-sense di tutto questo. Io vi ho avvertito: lasciate ogni speranza o voi che leggete e mentre siete ancora in tempo… lasciate perdere che è meglio! XD
Avvertenze: Credo di aver detto tutto su, è semplicemente uno scempio riuscito male. Tutti i fatti narrati sono frutto dei mostri nel mio cervello, Matt e Richard appartengono solo a loro stessi [purtroppo T_T] e se ho scritto tutto ciò è solo perché li amo e li shippo troppo… perdonatemi ragazzi. Ç__Ç <3

                                                                        ******

                                                               Finisce sempre così!

-Se fossi stato un altro non ti avrei più rivolto nemmeno la parola, lo sai questo, vero?-
Richard voltò la testa in direzione di Matt, riuscendo a vederlo solo in parte visto che l’altro gli stava sopra a cavalcioni, seduto comodamente sul suo sedere nudo.
-Oh andiamo, sei geloso di Rob, Cohen?- chiese ilare, enfatizzando sul cognome dell’altro.
-Non sono affatto geloso, ‘Danger Bottom’.-  specificò subito Matt, assottigliando lo sguardo quando, dopo averlo apostrofato con il nickname scelto al Comic Con di San Diego, l’altro si lasciò scappare una lunga e sentita risata.
Matt 
avrebbe dovuto alzarsi e mandarlo sentitamente a quel paese, lo sapeva, ma quando Richard rideva non c’era modo di rimanere arrabbiati.
Per cosa poi?
Per Rob?
L’amico aveva quasi avuto una crisi mistica alla vista delle tette giganti della cosplayer di Power Girl dopotutto. L’aveva visto tutto il mondo.
-Vuoi smetterla di prendermi in giro?- lo redarguì allora, pungolandogli il sedere con un dito.
Richard rise più forte in risposta.
-Sc… scusa tanto ma sei davvero comico quando fai il geloso.-
Il silenzio riempì la stanza d’albergo giusto per il tempo necessario a che Richard si riprendesse dall’eccesso di risa, poi, quando le mani di Matt tornarono a massaggiargli le spalle aggiunse:
-Non ne hai motivo comunque, lo sai… oh Dio si, li è perfetto, grattalo un po’.-
Matt scosse la testa, fintamente disperato mentre eseguiva l’ordine.
-Ruffiano, lo dici solo per i grattini.-
L’espressione da eterno monello –perché anche se non lo vedeva in viso, Matt sapeva che la stava facendo- lo portò ad imbronciarsi e a reagire di conseguenza, stampandogli le cinque dita su quel culo maledettamente sexy che si ritrovava.
-Aho!-
Fu il turno del più giovane per ridere e anche volendo non avrebbe potuto impedirselo vista l’espressione da cucciolo bastonato dell’altro.
-Cattivo!-
-Come se non ti piacesse!-
Richard finse di pensarci su prima di annuire con espressione colpevole.
-Effettivamente…- smozzicò e la risata di Matt riempì piacevolmente le sue orecchie, di nuovo.
-In ogni caso, ci sono un sacco di altre cose che mi piacciono.- continuò quando quella si fu spenta.
-Scordatelo.- dichiarò Matt, solenne, mentre scivolava sul materasso per andare a recuperare le buste piene di cibo che avevano portato con loro, -Sei ancora in punizione e dobbiamo mangiare.- gli ricordò.
-Chi ti dice che le due cose non possano convolare in uno stesso e piacevole risultato?-
La voce di Richard suonò suadente  al suo orecchio prima che gli cingesse la vita e attaccasse il suo collo per l’asciarci un vistoso succhiotto rosso.
Con un sospiro sconsolato Matt si lasciò circuire, finendo per poggiare la schiena contro il petto dell’altro.
-Solo per questa volta.-  asserì senza crederci troppo mentre si voltava nell'abbraccio per riprendersi ciò che era suo di diritto.
Richard annuì ubbidiente, rovinandosi sul finale con un “Si mammina!” eccessivamente acuto e infantile.
-Chiudi quella bocca.- smozzicò Matt mentre pensava lui stesso a tappargliela con un bacio via via più tremolante per le risa che infine entrambi stavano trattenendo.
Tirando le somme, finiva sempre così.
Dovendo essere onesti a nessuno dei due poteva andare meglio.


                                                                       -FINE-
                                                                  (per fortuna!)


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